
Giornata decisiva oggi per l'acquisto dei nuovi 22 jet da combattimento "Gripen" di fabbricazione svedese. Dopo il benestare all'acquisto - oltre 3 miliardi di franchi - da parte del Consiglio degli Stati in marzo, oggi il dossier figura all'ordine del giorno del Nazionale. La commissione della politica di sicurezza ha raccomandato l'approvazione di questa operazione dopo aver ottenuto le delucidazioni richieste da parte del Consigliere federale Ueli Maurer. I caccia di fabbricazione svedese dovrebbero superare senza troppi patemi l'ostacolo della Camera del popolo, nonostante il no scontato del campo rosso-verde. In marzo, il Consiglio degli Stati aveva approvato la transazione per 22 voti a 20 e un'astensione; tuttavia non era stata raggiunta la maggioranza qualificata per liberare il credito (data la norma sul freno alle spese) per un voto. Qualora oggi il Nazionale dovesse accettare sia l'acquisto che il finanziamento, il dossier ritornerebbe quindi agli Stati. Ad ogni modo, anche se le Camere dovessero approvare la transazione, il voto popolare appare fin d'ora scontato. L'acquisto dei Gripen passa infatti tramite un fondo finanziato, sottoposto a referendum, con l'immissione di circa 300 milioni di franchi all'anno per dieci anni nel budget dell'esercito. La sinistra, compresi i Verdi Liberali, hanno già annunciato di voler chiamare il popolo alle urne. In un recentissimo sondaggio pubblicato dal SonntagsBlick, risulta che il 63% degli svizzeri è contrario all'acquisto dei caccia e il 60% si oppone a qualsiasi acquisizione di nuovi velivoli da combattimento. Il sondaggio pubblicato è stato realizzato dall'istituto Isopublic su un campione giudicato rappresentativo di 1000 persone residenti nella Svizzera tedesca e in Romandia. Il 31% degli interrogati si è espresso a favore dell'acquisto per oltre tre miliardi di franchi, dell'aereo svedese e il 40% a favore di un nuovo velivolo militare. ATS
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