
Garantire fino al 2035 le entrate provenienti dall'imposta sul valore aggiunto (IVA) e da quella federale diretta (IFD). È l'obiettivo del nuovo ordinamento finanziario 2021, che è stato approvato oggi dal Consiglio nazionale con 178 voti contro 9. Gli Stati devono ancora pronunciarsi. Le due imposte in questione generano oltre il 60% delle entrate federali e sono quindi indispensabili per adempiere i compiti dello Stato, aveva rilevato il governo licenziando il messaggio sul nuovo ordinamento al Parlamento. L'esecutivo aveva quindi trasmesso la proposta di prorogare fino al 2035 la facoltà di riscuotere l'IFD e l'IVA. L'attuale ordinamento è infatti limitato al 2020. L'esigenza di garantire la riscossione delle due imposte oltre il 2020 era rimasta praticamente incontestata durante la consultazione. Nel progetto preliminare il Consiglio federale aveva tuttavia proposto di riscuotere in futuro le due imposte a tempo indeterminato, ma la maggior parte dei partiti si era dichiarata contraria su questo punto. Il governo ha quindi optato per una proroga fino al 2035. Oggi in aula, la sinistra si è ritrovata sola a sostenere una durata illimitata della riscossione dell'IVA e dell'IFD. "Queste imposte sono necessarie per finanziare le prestazioni dello Stato e anche i Cantoni sono favorevoli", ha rilevato invano Prisca Birrer-Heimo (PS/LU). Con 134 voti contro 50, il plenum non l'ha seguita. Dal canto suo, l'UDC riteneva una proroga di 15 anni troppo lunga e proponeva di limitarla a dieci anni, fino al 2030. Tale idea, sostenuta da Céline Amaudruz (UDC/GE), è stata tuttavia bocciata con 120 voti contro 64. Poiché determina una modifica della Costituzione federale, il nuovo ordinamento finanziario 2021 deve essere sottoposto obbligatoriamente al voto del popolo e dei Cantoni. L'entrata in vigore è prevista per il 1° gennaio 2021.
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