
I fondi propri delle piccole e medie banche - circa 300 in Svizzera - dovranno essere regolamentati nell'ambito di un'ordinanza e non più tramite una circolare della FINMA. Dopo la Camera dei cantoni, anche il Nazionale ha adottato oggi - con 124 voti contro 47 - una mozione in tal senso. Tuttavia i deputati hanno rinunciato ad imporre un limite massimo consentito. All'inizio, i parlamentati avrebbero voluto fissare una soglia del 13% per le banche che non sono di rilevanza sistemica. Ma gli Stati hanno ritenuto che questo tasso non si fondasse su alcuna base giuridica e l'hanno pertanto soppresso. La maggioranza del Consiglio nazionale ha sostenuto questa modifica e anche il Consiglio federale vi si è allineato. Una minoranza di sinistra ha tentato invano di far respingere la mozione. A suo avviso, non è necessario prevedere una regolamentazione specifica. La legislazione cosiddetta "too big to fail" (che riguarda le banche troppo grandi per fallire) prevede esigenze in materia di fondi propri tra il 14% e il 19% per gli istituti di rilevanza sistemica (UBS e Credit Suisse). La fissazione dei fondi propri raggiunge attualmente percentuali tra il 13,6% e il 14,4% per le più grandi banche cantonali e la Raiffeisen. Gli istituti più piccoli dovrebbero beneficiare di un limite inferiore per evitare ogni distorsione della concorrenza. ATS
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