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Svizzera
CN: dibattito fiume su crisi e salari dei manager
Redazione
17 anni fa
Alleanza tra i consiglieri nazionali socialisti e quelli "dell'l'ala blocheriana" dell'UDC. Dure le critiche nei confronti dell'UBS e della FINMA

Gli istituti finanziari che chiedono l'aiuto dello Stato dovrebbero praticare, per i loro dirigenti, una politica salariale analoga a quella delle imprese della Confederazione. Durante il dibattito-fiume sulla crisi finanziaria e il rilancio economico, il Consiglio nazionale ha alzato la voce nei confronti dell'UBS e della FINMA.La sinistra e l'ala "blocheriana" dell'UDC si sono alleate alla Camera del popolo per inasprire la politica di rimunerazione dei dirigenti delle banche. Con 104 voti contro 81, la maggioranza ha adottato una mozione della commissione dell'economia che chiede di limitare i salari dei manager di quelle banche che sollecitano l'aiuto statale.Il sistema salariale dei quadri superiori dovrebbero rispecchiare quello delle imprese legate alla Confederazione (Posta, Swisscom, FFS). Il limite superiore dovrebbe dunque oscillare tra i 700'000 e gli 850'000 franchi annui.Le parti salariali variabili dovrebbero essere momentaneamente versate su un conto bloccato e verrebbero pagate solo dopo tre anni, sempre che la banca nel frattempo non abbia sollecitato un aiuto da parte dello Stato. Inoltre, le diverse attività bancarie (geografiche o materiali) dovrebbero essere separate in una struttura di tipo holding.La mozione chiede anche che un rappresentante della Confederazione faccia parte del consiglio d'amministrazione dell'UBS per la durata dell'impegno finanziario federale. Infine, occorre fare di tutto affinché la Confederazione ricuperi al più presto i fondi investiti per il salvataggio della banca.Come altri borghesi, Pirmin Bischof (PPD/SO) ha criticato inutilmente questo dispositvo caro all'ex consigliere federale Christoph Blocher. "Non è soltanto inutile, ma anche pericoloso", ha ammonito. Tutte le banche sarebbero costrette ad adottare una struttura di tipo holding, anche quelle che non necessitano di un aiuto statale.Il ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz ha a sua volta messo in guardia contro i danni che potrebbero essere arrecati alle banche. La Confederazione non deve entrare nel consiglio d'amminitrazione dell'UBS, rischiando d'essere tenuta responsabile di operazioni sbagliate, ha precisato il presidente della Confederazione.Il Nazionale ha adottato tacitamene un'altra mozione della sua commissione delle finanze, nell'intento di mantenere la pressione sull'Autorità di vigilanza dei mercati finanziari (FINMA). Quest'ultima è invitata, già a fine maggio (e non entro l'autunno), a pubblicare la sue direttive sulla politica di rimunerazione delle banche.Con 180 voti contro 8, la Camera del popolo ha adottato una mozione che chiede al governo di riesaminare la questione della sorveglianza e del controllo del mercato finanziario esercitato dalla FINMA. Deve in particolare verificarne la struttura e l'indipendenza dal punto di vista del suo personale.La Svizzera - ha sottolineato Hans-Jürg Fehr (PS/SH) - ha bisogno di un organo di sorveglianza che non sia alla mercé delle grandi banche. Egli ha alluso al presidente della FINMA Eugen Haltiner, ex collaboratore dell'UBS. Quest'ultimo - ha inutilmente sostenuto Merz - ha sì lavorato per l'UBS, ma si è distanziato da tutti i rapporti che lo legavano alla grande banca.Gli Svizzeri non riceveranno bonus da parte della Confederazione. Con 137 voti a 50, il Nazionale ha respinto una mozione dell'UDC che esigeva il versamento alla popolazione svizzera dell'utile del consuntivo federale di 7,3 miliardi di franchi. La maggioranza ha seguito la posizione del governo.Il Consiglio federale non sarà tenuto ad avviare procedure contro gli ex dirigenti dell'UBS. Con 119 voti contro 64, il Consiglio nazionale ha respinto una mozione socialista in questo senso.ATS

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