
Dopo le importazioni parallele, senza attendere la reciprocità europea la Svizzera dovrebbe applicare il principio del "Cassis de Dijon", in base al quale un prodotto autorizzato in uno Stato membro dell'Ue può essere liberamente venduto in tutti gli altri Paesi comunitari. In ossequio alla lotta contro i prezzi elevati, il Consiglio nazionale ha approvato stamani questo progetto, contro la volontà dell'UDC e dei Verdi. La revisione della legge federale riguardante gli ostacoli tecnici al commercio è stata accolta con 95 voti contro 73 e 11 astenuti. Al Nazionale la decisione è stata più sofferta che agli Stati, dov'era stata accolta senza opposizione. Fervente sostenitrice del "Cassis de Dijon", la ministra dell'economia Doris Leuthard si è detta meravigliata del "tono emotivo econtradditorio" del dibattito. Per la maggioranza - PPD, PLR, PS, PBD e Verdi liberali -l'introduzione autonoma di questo principio è un mezzo per far abbassare i prezzi in Svizzera a tutto vantaggio dei consumatori. Si stima in 2 miliardi di franchi all'anno il potenziale di risparmio. Per l'UDC e i Verdi l'introduzione unilaterale del principio del "Cassis de Dijon" rischia invece di mettere in pericolo molte aziende svizzere e provocare un aumento della disoccupazione. Secondo i Verdi, l'aumento della concorrenza sul mercato interno porterà a un livellamento verso il basso della qualità dei prodotti. In precedenza, tuttavia, la loro proposta di non entrata in materia era stata respinta con 98 voti contro 77 e 11 astenuti. Due tentativi di rinvio avevano subito la stessa sorte. ATS
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