Cerca e trova immobili
Svizzera
CN: costi salute, ognuno ha la sua panacea
Redazione
17 anni fa

Il sistema sanitario elvetico è in crisi. Questa la diagnosi unanine formulata stamane dai partiti durante il dibattito urgente al Nazionale sui costi della salute. Diverse tuttavia le terapie per porvi rimedio: si va dalla riduzione dei prezzi dei medicinali, al congelamento dei premi delle casse malattia. Tutti questi provvedimenti pretendono di essere più efficaci di un semplice palliativo. "Il sistema sanitario svizzero è un ammalato cronico. Ne combattiamo i sintomi acuti, senza riuscire a guarirlo", ha riassunto Yvonne Gilli (Verdi/SG). La responsabilità incombe a tutti gli attori del settore sanitario, parlamento compreso, ha ammesso la maggior parte dei deputati che si sono alternati alla tribuna. Essi hanno in sostanza invitato gli ambienti interessati -medici, pazienti, assicuratori - a smetterla di guardarsi in cagnesco. Sulla base di cinque interpellanze urgenti, una ventina di oratori ha esposto le proprie ricette di fronte all'annunciato aumento del 15-20% dei premi malattia per il 2010. I Verdi e l'UDC hanno in particolare proposto di congelare i premi al livello del 2009 per un periodo di uno o due anni. "Questo provvedimento mi lascia di stucco e porterebbe alla rovina dell'intero sistema", ha esclamato il ministro della sanità Pascal Couchepin. "Tutto ciò è semplicemente impensabile", ha dichiarato. "È come recarsi al supermercato con un carrello colmo di merci per un valore di 100 franchi e volerne pagare soltanto 50, perché il giorno prima la somma degli acquisti raggiungeva questo importo". Come il PS, il PPD vuole porre l'accento sulla riduzione dei prezzi dei medicinali. "È qui che vi è il maggior margine di manovra", ha sostenuto Meinrado Robbiani (PPD/TI). A suo modo di vedere, "si dovrebbe rivedere i prezzi almeno ogni tre anni, promuovere il ricorso ai farmaci generici e ridurre il prezzo quando è superiore alla media europea". Queste misure saranno poste in consultazione prima delle vacanze estive, ha garantito Pascal Couchepin. Il consigliere federale proporrà anche una riduzione del 3% del margine sulla distribuzione dei farmaci. "Le farmacie e i medici che procedono alla vendita diretta saranno toccati allo stesso modo", ha sottolineato. Per Jean Henri Dunant (UDC/BS), volersi concentrare sul prezzo dei medicinali è un falso problema. Tutto ciò rappresenta soltanto l'11% dei costi della salute, contro il 50% per gli ospedali. Il suo collega giurassiano Dominique Baettig ha così difeso la fine delle prestazioni ambulatoriali ospedaliere, eccezion fatta per gli interventi chirurgici. "Al posto di tutto ciò, occorre migliorare la collaborazione tra medici ospedalieri e privati", ha affermato. Per diminuire i costi ospedalieri, vari deputati hanno plebiscitato la medicina di primo intervento. "Grazie a reti sanitarie e allo sviluppo dei medici di famiglia, si avrà una migliore cura del paziente, con tutti i risparmi che ciò comporta", ha sottolineato Claude Ruey (PLR/VD), presidente di Santésuisse. ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata