
Le coppie sposate non dovrebbero più essere svantaggiate dal punto di vista fiscale. È quanto sostiene l'iniziativa popolare del PPD "Per il matrimonio e la famiglia - No agli svantaggi per le coppie sposate". Tuttavia, il testo non convince la maggioranza dei gruppi parlamentari perché potrebbe discriminare gli omosessuali ed escludere l'imposizione individuale. Il Nazionale potrebbe quindi opporgli un controprogetto indiretto, seguendo la proposta della sua Commissione dell'economia e dei tributi. Il dibattito è in corso e dovrebbe terminare soltanto nel tardo pomeriggio. Sin dal suo lancio, l'iniziativa ha suscitato pareri opposti. "Uno dei problemi consiste nell'eventuale discriminazione delle coppie dello stesso sesso", ha ricordato Andrea Caroni (PLR/AR) a nome della commissione. Secondo il testo del PPD il matrimonio è la "durevole convivenza, disciplinata dalla legge, di un uomo e di una donna". Per taluni parlamentari, l'iniziativa iscriverebbe nella Costituzione una definizione "tradizionalista" del matrimonio, escludendo de facto il partenariato registrato delle coppie omosessuali. L'iniziativa precisa peraltro che, dal punto di vista fiscale, il matrimonio costituisce una comunità economica, non ammettendo la possibilità alle persone sposate di ricorrere all'imposizione individuale. Tuttavia questo ultimo modello ha i favori della sinistra, del PLR e dei Verdi liberali, che hanno ricordato come esso non discrimini le donne che lavorano. Per risolvere i problemi posti dall'iniziativa, la maggioranza della commissione preparatoria - seppur con un solo voto di scarto - propone quindi di opporle un controprogetto diretto, che riprenderebbe i principi centrali dell'iniziativa, ossia che le coppie coniugate non siano più svantaggiate rispetto ai concubini, così come ha stabilito una sentenza del Tribunale federale del 1984. Verdi e Verdi liberali si battono però per includere altre forme di unione. I loro rappresentanti considerano che la penalizzazione delle coppie sposate sia marginale e che l'iniziativa non tenga conto dei casi in cui i concubini sono maggiormente tassati. Denunciano un testo "retrogrado" sulla visione della famiglia. "Si tratta di Hollywood versione Doris Day: un papà, una mamma e due bambini", ha deplorato Regula Rytz (Verdi/BE). Dal canto loro, il PPD, l'UDC e il PBD respingono il controprogetto, giudicando ingannevoli le critiche mosse dagli avversari dell'iniziativa. "Noi non vogliamo discriminare nessuno", ha affermato il presidente del PPD Christophe Darbellay, il quale ritiene che il testo si applicherebbe anche ai partenariati registrati. Anche il Consiglio federale è di questo avviso. Inoltre, secondo il consigliere nazionale vallesano l'imposizione comune degli sposi si spiega con il fatto che nessuna coppia vuole riempire due dichiarazioni d'imposta: "una da sola dà già il mal di testa". "Non è tollerabile né accettabile che le coppie sposate siano svantaggiate rispetto ad altre forme di convivenza", gli ha fatto eco Pierre Rusconi (UDC/TI). "Oggi, l'età alla quale le giovani coppie contraggono il matrimonio è sempre più avanzata. I costi per i figli sono in continuo aumento. E il tasso di natalità degli Svizzeri è sempre più basso", ha aggiunto il democentrista, per il quale è fondamentale che le coppie sposate possano godere della stessa rendita AVS di quelle che convivono. Viste le posizioni dei due schieramenti (PS, PLR, Verdi, Verdi liberali da una parte e PPD, UDC e PBD dall'altra) il controprogetto dovrebbe spuntarla. I parlamentari favorevoli all'iniziativa potranno infatti contare al massimo su 97 voti su 200. Il dibattito è stato interrotto alle 13:00 e riprenderà nel pomeriggio.
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