
Non è il caso di ostacolare il Consiglio federale nel suo tentativo di ottenere un seggio nel Consiglio di sicurezza dell'ONU nel 2023/24. Per 107 voti a 69, il Nazionale ha respinto oggi un'iniziativa parlamentare di Luzi Stamm (UDC/AG) che avrebbe voluto sottoporre all'autorizzazione del parlamento e del popolo l'entrata della Confederazione quale membro non permanente in quest'organismo delle Nazioni Unite. Il dossier va agli Stati. La decisione in aula è stata più netta di quanto ci si sarebbe potuti aspettare tenuto conto che in commissione l'iniziativa Stamm era stata respinta per soli 11 voti a 8 e 2 astenuti. Per Stamm è importante che parlamento, ed eventualmente il popolo mediante referendum non obbligatorio, possano decidere l'entrata della Svizzera nel Consiglio di sicurezza, un'istanza che "può decidere l'adozione di provvedimenti gravi, come interventi armati e boicottaggi, misure - secondo Stamm - in contraddizione con la neutralità elvetica e la nostra politica di pace". Vista la portata di un simile impegno, "è giusto che il parlamento dica la sua", per il Consigliere nazionale argoviese. I relatori della commissione hanno sottolineato che i parlamentari sono già stati sufficientemente coinvolti nella procedura di consultazione. Nell'ottobre del 2010, dopo varie audizioni, le commissione di politica estera di entrambe le Camere si erano già pronunciate in favore della candidatura elvetica per un seggio non permanente della durata di due anni al Consiglio di sicurezza, sostenendo che la decisione rientrava nelle competenze governative in politica estera. A Stamm è stato rimproverato di voler mettere in discussione, con la sua iniziativa, l'adesione stessa all'Onu. All'epoca del voto popolare nel 2001, ha detto Andreas Gross (PS/ZH), il popolo sapeva che l'entrata della Svizzera nell'Onu avrebbe comportato anche l'eventualità di essere un giorno chiamati a sedere nel Consiglio di sicurezza. Gross ha precisato che nessun paese è obbligato a partecipare ad azioni armate decise da questo organismo se non vuole o non può. Il deputato socialista ha sottolineato l'importanza per i diplomatici all'Onu di poter lavorare con tranquillità, senza l'assillo di essere bacchettati dal parlamento o di un voto popolare. Su un aspetto, tuttavia, Gross ha dato ragione a Stamm, ossia la necessità che il Governo spieghi per tempo alle Camere e al popolo la portata di un simile passo. Per questo motivo, la commissione ha votato un postulato che invita l'Esecutivo a stilare un rapporto sull'adesione della Svizzera al Consiglio di sicurezza, in particolare per le ripercussioni sulla neutralità e la politica estera elvetica. Il postulato, che il Governo si è detto ben disposto ad accettare, è stato approvato dalla Camera tacitamente. ATS
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