Cerca e trova immobili
Svizzera
CN: conferenza di conciliazione per pubblicità birra e vino
Redazione
17 anni fa

Una conferenza di conciliazione dovrà trovare una via d'intesa tra le Camere sulla pubblicità per birra e vino alla TV. Con 92 voti contro 71, il Consiglio nazionale si è infatti nuovamente pronunciato stamani per una liberalizzazione completa. Il Consiglio degli Stati difende invece un divieto totale. Le disposizioni attuali non ammettono le pubblicità per birra e vino sugli schermi della SSR, delle televisioni che diffondono su scala nazionale o linguistica, nonché nei programmi stranieri che diffondono in Svizzera finestre pubblicitarie speciali come M6 e Sat.1. I diffusori locali sono invece autorizzati da due anni a ricorrere a questo genere di pubblicità. Orbene, questa legislazione è contraria alla direttiva europea che sottopone le finestre pubblicitarie rivolte al mercato svizzero e diffuse da catene televisive straniere unicamente alla legislazione del loro paese d'origine. Dal momento che Bruxelles fa dipendere l'applicazione di questa regola dalla continuazione della partecipazione elvetica al programma europeo MEDIA di promozione cinematografica, la Svizzera si è vista costretta a modificare la propria legislazione. Il Consiglio federale ha ottenuto di poter continuare a imporre le sue proprie regole, che devono però essere non discriminatorie e nell'interesse pubblico. Questa clausola varrebbe per le pubblicità religiose e politiche, nonché per quelle sui superalcolici e gli alcopop, mai autorizzate in Svizzera. Circa la birra e il vino, il governo ha proposto una liberalizzazione completa. Questa soluzione consentirebbe alle catene televisive straniere, in particolare tedesche, di diffondere pubblicità per queste bevande nel corso dei programmi destinati al pubblico svizzero. Tutto ciò senza discriminare le catene elvetiche - SSR compresa - che potrebbero ricorrere a loro volta a questi inserti pubblicitari. Per uscire dal vicolo cieco, la sinistra si è nuovamente battuta per una soluzione radicalmente diversa: porre un divieto generale ed estenderlo alle emittenti private. Se una catena della Germania, paese in cui la pubblicità per la birra e il vino sul piccolo schermo è legale, vuol far valere i diritti dettati dalla direttiva europea, il problema verrebbe risolto nell'ambito di una procedura di conciliazione. I fautori del divieto in Svizzera sono convinti che il nostro Paese vincerebbe la causa. ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata