
In futuro i cittadini tenuti al servizio militare e al servizio civile che, alla fine del loro obbligo di servizio, sono prosciolti nonostante non abbiano completato il servizio integralmente dovranno pagare una tassa. È quanto prevede una modifica legislativa approvata oggi dal Consiglio nazionale con 167 voti e 17 astenuti. Durante il dibattito, la sinistra ha condannato l'introduzione della tassa d'esenzione finale. Per Lisa Mazzone (Verdi/GE) l'esercito deve assumersi le sue responsabilità: "non può ripercuotere sui singoli militi le sue difficoltà logistiche e di gestione degli effettivi". "Non è vero che l'esercito non convoca i suoi soldati, si tratta solo di casi isolati", ha replicato il consigliere federale Ueli Maurer. È spesso verso la fine della carriera militare che gli obblighi vengono differiti, la tassa finale inciterà i militi a prestare tutti i giorni di servizio, ha sostenuto il ministro delle finanze. "Non si tratta di una punizione", ha aggiunto. La tassa - approvata con 128 voti contro 52 - colpirà le persone che devono prestare ancora più di 15 giorni di servizio militare o più di 25 di servizio civile. Verrà calcolata tenendo conto del numero di giorni prestati e di eventuali tasse d'esenzione già pagate. La revisione legislativa contiene anche altre novità: l'assoggettamento alla tassa d'esenzione dall'obbligo militare sarà estesa dal 19° al 37° anno d'età - attualmente dal 20° al 30° anno di età. In questo lasso di tempo saranno riscosse al massimo 11 annualità. In caso di differimento della scuola reclute (fino al 25esimo anno di età), la tassa viene soppressa. Si tratta di un atto dovuto poiché colpisce gli studenti, a pagarla sono quindi i genitori, ha sostenuto Pierre-Alain Fridez (PS/JU). Questo balzello suscita l'irritazione dei giovani e va pertanto differito, soprattutto considerato che viene rimborsato una volta conclusi gli obblighi militari, ha aggiunto Carlo Sommaruga (PS/GE) a nome della commissione. La tassa di base rimarrà fissata al 3% del reddito, ma almeno a 400 franchi (decisione presa con 126 voti a 51). La sinistra avrebbe voluto modularla in base al reddito. "Sarebbe una misura più equa e sociale", ha sottolineato Priska Seiler Graf (PS/ZH).
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