
Gli assicuratori devono sviluppare modelli efficaci di cura per le persone a rischio, come i malati cronici, invece che cercare di sbarazzarsi di loro. È il parere del Consiglio nazionale che, con 137 voti contro 35, ha deciso oggi di inserire nel diritto ordinario la compensazione dei rischi tra casse malattia. Attualmente gli assicuratori investono grosse somme per attirare il 40% degli assicurati - soprattutto giovani - che pagano il loro premio ma che non costano un centesimo, ha spiegato Jacqueline Fehr (PS/ZH) a nome della commissione. Questi passaggi tra casse costano tra i 300 e i 400 milioni di franchi all'anno in spese amministrative, ha sostenuto Jean-François Steiert (PS/FR). Dal 1993, un sistema consente di attenuare il problema. Il nuovo progetto mira a rafforzare e compensare il più possibile le differenze tra assicuratori relative al rischio di malattia. In futuro, gli assicuratori non potrebbero più beneficiare dei vantaggi legati alla selezione dei rischi. Per loro dovrebbe invece diventare più interessante sviluppare con i medici e gli ospedali nuovi modelli più efficaci, in particolare per la presa a carico delle malattie croniche. Per i socialisti e i Verdi, che puntano su una cassa malattia unica e pubblica per risolvere i problemi legati alla concorrenza, è un passo nella giusta direzione. Per i partiti borghesi, favorevoli al progetto, si tratta di rafforzare una concorrenza sana basata sulle prestazioni. Una minoranza di destra ha però rifiutato l'entrata in materia. Il Parlamento non deve legiferare su proposte che sono già state respinte dal popolo quando hanno affossato il progetto di reti di cura integrate nel giugno 2012, ha detto Toni Bortoluzzi (UDC/ZH). I democentristi hanno anche criticato il sistema ritenuto "burocratico e opaco" che non affronta il vero problema: l'aumento dei costi. Prima di rafforzare la compensazione dei rischi bisognerebbe perlomeno fare un bilancio della situazione attuale, ha spiegato Bortoluzzi. La sua proposta è stata respinta con 134 voti contro 43.
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