
Il Consiglio federale non può tagliare il bilancio dell'esercito a dispetto della volontà del parlamento. Con 99 voti contro 66 e 8 astenuti, il Consiglio nazionale ha trasmesso una mozione della sua Commissione della politica di sicurezza che chiede al governo di innalzare il limite annuo delle spese militari a 5 miliardi di franchi. L'oggetto va agli Stati. "L'esecutivo deve applicare coerentemente il mandato fissato il 29 settembre 2011 dalle Camere", ha sottolineato Luc Barthassat (PPD/GE) a nome della commissione. Deve riprendere nella sua pianificazione finanziaria un budget militare di 5 miliardi di franchi a partire dal 2014 per acquistare i 22 nuovi aerei da combattimento, garantire un esercito di 100'000 militi e colmare le lacune nell'equipaggiamento. Il governo vuole aumentare il limite solo a 4,7 miliardi. Circa 300 milioni dovrebbero inoltre essere prelevati ogni anno dal budget militare, a partire dal 2014, per alimentare il fondo per l'acquisto dei 22 Gripen. "Con questa riduzione - ha criticato Carina Eichenberger (PLR/AG) - piazze d'armi e ospedali militari dovranno chiudere i battenti: anche il nuovo modello di scuola reclute sarà compromesso". La sinistra ha denunciato invano una mozione superflua sia dal punto di vista della sicurezza che da quello della politica finanziaria, come ha rilevato Evi Allemann (PS/BE). Il plenum non ha raccolto nemmeno le argomentazioni del presidente della Confederazione Ueli Maurer. Per il ministro della difesa, limitare le uscite a 4,7 miliardi annui permette al Consiglio federale di rispettare le priorità delle spese voluta dalle Camere e mantenere la disciplina finanziaria. ATS
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