
I cantoni devono poter continuare a fissare liberamente l'ammontare delle borse di studio. Dopo aver per ben tre volte sostenuto che la Confederazione dovrebbe aiutare finanziariamente solo i cantoni che versano un contributo minimo di 16'000 franchi per studente, alla fine il Consiglio Nazionale si è allineato alla proposta degli Stati. Per appianare l'ultima divergenza in merito alla Legge sui sussidi all'istruzione è stata necessaria una conferenza di conciliazione. La revisione della legge costituisce un controprogetto indiretto all'iniziativa popolare "Sulle borse di studio" dell'Unione svizzera degli universitari, che chiede un reddito minimo (senza però fissare alcuna somma concreta). Entrambe le Camere hanno già raccomandato la bocciatura della proposta di modifica costituzionale. La settimana scorsa, con 29 voti contro 11 e un astenuto, il Consiglio degli Stati aveva ribadito la sua posizione: i Cantoni devono fissare autonomamente la somma da versare agli studenti. I sussidi federali continueranno quindi a essere ripartiti in funzione della popolazione residente. La maggioranza borghese non ha infatti voluto che queste sovvenzioni siano suddivise tra i cantoni a seconda delle spese effettive in materia di aiuto alla formazione. "Disponiamo oggi di un progetto minimalista. Il dibattito in Parlamento ha mostrato che i sussidi alla formazione sono in calo nel nostro Paese, mentre il numero di studenti cresce costantemente", ha deplorato Mathias Reynard (PS/VS). Dal canto suo, il consigliere federale Johann Schneider-Ammann ha ricordato che, stando alla Costituzione, i cantoni possono fissare autonomamente i contributi per gli studenti.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

