
Il Consiglio Nazionale, con 129 voti contro 50 e 7 astenuti, ha deciso di respingere l'iniziativa popolare "Contro l'edificazione di minareti". In precedenza, con 128 voti contro 53 e 5 astenuti, aveva deciso di dichiarare l'iniziativa valida, contrariamente a quanto chiedeva la sinistra. Il progetto sarà dunque sottoposto a popolo e cantoni, senza controprogetto. Dovrà ora essere esaminato dagli Stati. A testimonianza della carica emotiva provocata da questa tematica, alla tribuna si sono alternati oltre quaranta oratori. Lanciata da ambienti dell'UDC e dell'Unione democratica federale (UDF) e depositata nel luglio del 2008 con 113'540 firme, l'iniziativa è stata sostenuta solo da questi due partiti. L'articolo 72 della Costituzione relativo a "Chiesa e Stato" va completato con una semplice frase: "La costruzione di minareti è viatata". Lo schieramento rosso-verde si è opposto a questo progetto e avrebbe anche voluto compiere un passo supplementare: dichiarare nullo questo testo. Ritiene infatti che l'iniziativa sarà difficile da concretizzare, dato che vìola numerosi diritti fondamentali ancorati nella Costituzione e nelle convenzioni internazionali. Dunque, non rimaneva che una soluzione: invalidare l'iniziativa. Secondo Andreas Gross (PS/ZH), il Consiglio Federale non ha voluto dichiararla nulla solo per "opportunismo politico". Gli altri partiti non hanno comunque accolto la proposta della sinistra. Il popolo dovrà dunque pronunciarsi sull'iniziativa anche se la stessa - com'è stato rilevato - stigmatizza i musulmani e solleva problemi giuridici. Fautori ed oppositori sono rimasti sulle rispettive posizioni. Per la destra conservatrice, i minareti alimentano "l'islamizzazione rampante" della Svizzera. Vietando la costruzione di minareti, si dà un "segnale forte" contro questa tendenza e contro l'intolleranza del mondo musulmano, ha sottolineato Hans Fehr (UDC/ZH). I minareti - ha aggiunto - sono le "baionette dell'estremismo islamico". Jasmin Hutter (UDC/SG) non ha esitato a denunciare la condizione delle donne nell'Islam e l'applicazione della sharia al di fuori dei paesi musulmani. "Vietando i minareti - ha aggiunto - si tratta di combattere un simbolo di dominazione, ma non una religione". I circa 350'000 musulmani di Svizzera possono benissimo esprimere la loro fede in moschee sprovviste di minareti. La risposta alle argomentazioni dell'UDC non si è fatta attendere. "La prima iniziativa accettata dal popolo sulla macellazione rituale era antisemita", ha replicato Josef Lang (Verdi/ZG). Allora (nel XIX secolo) - ha proseguito - i fautori avevano affermato di non essere contro gli ebrei, ma a favore degli animali. "La stessa cosa si ripete oggi", ha osservato Lang. Marina Carobbio-Guscetti (PS/TI), dopo aver ricordato che il Gran Consiglio ticinese ha respinto poco tempo fa un progetto analogo, ha sostenuto che l'iniziativa va dichiarata nulla perché anticostituzionale e contraria al diritto internazionale. Secondo la deputata ticinese, il dibattito sui minareti non ha nulla a che vedere con la condizione delle donne nell'Islam. A suo dire, respingere quest'iniziativa significa favorire l'integrazione. Gli esponenti del campo borghese, sostenuti anche dalla ministra di giustizia e polizia Eveline Widmer-Schlumpf, hanno messo in guardia contro il pericolo di alimentare l'odio religioso. Tutti i gruppi, compreso il Partito borghese democratico (PBD), hanno ammonito che questa iniziativa sarebbe difficile da attuare. La Svizzera ha più da perdere che da guadagnare: quest'iniziativa ne offusca l'immagine e non permette né di evitare gli eccessi, né di premunirsi contro il terrorismo, hanno sostenuto gli avversari. Al contrario! NOTA: completa bsi 178. ATS
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