
Non del tutto inattesa, un'allenza contro-natura tra UDC e PS ha fatto naufragare stamane - 99 voti a85 e 10 astenuti - al Nazionale durante le votazioni finali la Legge federale sui servizi di sicurezza delle imprese di trasporto. Tale normativa, che avrebbe dovuto prendere il posto di una legge del 1878, dava alle società di trasporto la possibilità di ingaggiare agenti privati per garantire la sicurezza sui convogli ferroviari. La legge, parte del progetto di Riforma II delle ferrovie, ha dietro di sé un lungo inter legislativo. Nonostante ciò, a nome del gruppo UDC, Max Binder (ZH) ha espresso riserve nei confronti della privatizzazione della polizia ferroviaria, di fronte all'aumento della violenza negli ultimi anni sui trasporti pubblici. L'UDC vuole un corpo di sicurezza con vere competenze di polizia. A nome dei socialisti (PS/BE), Evi Allemann ha criticato il fatto di aver attribuito agli agenti della polizia ferroviaria eccessive competenze, di solito appannaggio di agenti di polizia. Delusi, per non dire arrabbiati, i rappresentanti degli altri gruppi che hanno rimproverato a PS e UDC di gettare alle ortiche il lavoro di anni. Per Brigitta Gadient (PBD/GR), è illusorio che, considerato l'iter normativo piuttosto contrastato di questa legge, il parlamento possa sfornare nuove proposte in tempi brevi. A detta della grigionese, anche se questa legge non è il "nec plus ultra", dà maggiore sicurezza giuridica alla situazione attuale. La Gadient ha stigmatizzato l'incapacità di PS e UDC di scendere a compromessi. A nome dei radicali Gaby Huber (UR) - rivoltasi soprattutto ai membri dell'UDC - ha sottolineato che il no degli oppositori non tiene conto del desiderio di sicurezza dei fruitori dei trasporti pubblici, i veri perdenti di questa decisione negativa. Considerazioni fatte proprie anche da Brigitte Häbeli-Koller (TG), che ha parlato a nome del gruppo PPD/Pev/Pvl. I Verdi si sono mostrati divisi sulla questione. Lachenmeier-Thüring Anita (BS) ha dichiarato che una magioranza del gruppo avrebbe votato a favore della legge per rispetto al diffuso desiderio di sicurezza dei viaggiatori, "anche se alcuni aspetti della legge non ci piacciono". ATS
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