
Una persona che ha perso l'autorità parentale in occasione di una procedura di divorzio dovrebbe poterla richiedere, grazie al nuovo progetto legislativo, anche nel caso in cui la decisione risalisse a molto tempo prima. Contrariamente al Consiglio degli Stati, e al parere del Consiglio federale, il Nazionale ha deciso per 117 voti a 66 che la revisione del Codice civile deve avere effetto retroattivo illimitato. La Camera dei cantoni aveva deciso in marzo di limitare l'effetto retroattivo a 5 anni. Allora, la ministra di giustizia e polizia Simonetta Sommaruga (PS) aveva rilevato che l'assenza di un termine sarebbe stata problematica, poiché avrebbe potuto ravvivare vecchi litigi. La Consigliera federale ha ribadito oggi questa posizione, chiedendosi se la soluzione preconizzata da una parte del Nazionale fosse veramente nell'interesse del bambino. Quanto all'effetto retroattivo di 5 anni, la ministra bernese ha ammesso che si tratta di un limite arbitrario, frutto di un compromesso. Il Nazionale si è allineato ai "senatori" per quanto riguarda il trasferimento dei genitori che si suddividono l'autorità parentale: in futuro, i genitori dovranno mettersi d'accordo; in caso contrario spetterà a un giudice decidere. La persona che esercita da sola l'autorità parentale dovrà informare l'altro genitore del desiderio di cambiare domicilio. Attualmente, il padre o la madre che decide di andarsene, anche all'estero, può agire senza il consenso dell'ex coniuge. Per 91 voti a 78, il Nazionale non vuole che i genitori che vivono separati elaborino una convenzione sul mantenimento dei figli per ottenere l'autorità parentale congiunta. Il dossier ritorna agli Stati. ATS
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