
Ben presto, l'esercito svizzero non disporrà più di armi a grappolo. Dopo la ratifica da parte del Consiglio federale di un trattato internazionale inteso a vietare questi micidiali ordigni, il parlamento ha riconosciuto che il loro impiego in Svizzera è altamente improbabile. Infatti - ha spiegato il consigliere nazionale Jean-Charles Rielle (PS/GE) - la situazione geopolitica attuale "rende molto improbabile il rischio di un conflitto nel quale l'esercito svizzero sarebbe minacciato da concentrazioni di blindati". Seguendo questo parere, dopo gli Stati anche il Nazionale ha adottato, con una maggioranza di cinque contro tre, due mozioni che chiedono la firma della Svizzera della Convenzione di Dublino sul divieto delle munizioni a grappolo. L'attuazione del trattato comporta, oltre al divieto, la distruzione delle riserve nel giro di otto anni e un'assistenza alle vittime. Il Consiglio federale - ha indicato la ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey - preciserà in un messaggio il modo di procedere e le conseguenze per l'esercito svizzero. Le armi a grappolo sono costituite da un contenitore (missile, razzo od obice) all'interno del quale si trovano numerose mini-bombe. Il contenitore si apre in volo e sparpaglia "grappoli" di ordigni che esplodono a contatto del suolo. Alcune di queste mini-bombe non esplodono e restano sul terreno. Possono saltare al minimo contatto, con gravi conseguenze per le popolazioni civili. Solo l'UDC si è opposta alla distruzione delle armi a grappolo in dotazione dell'esercito, che "costituiscono la colonna vertebrale della nostra artiglieria", ha affermato Roland Borer (SO). Il maggiore solettese ha ricordato che queste munizioni sono state acquistate nel 2004, con un costo di milioni di franchi. "E ora per altri milioni vogliamo distruggerle. Si tratta di un'operazione finanziariamente irresponsabile", ha sottolineato. Sia la maggioranza che Micheline Calmy-Rey gli hanno ricordato che la Svizzera potrà conservare certi tipi di bombe a grappolo. La Convenzione autorizza infatti quelle che adempiono le seguenti condizioni: il contenitore deve racchiudere meno di dieci mini-bombe, nessuna di esse deve pesare più di 4 chili, deve poter individuare un unico obiettivo e dev'essere munita di un meccanismo di autodistruzione e di un dispositivo d'autodisattivazione. ATS
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