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Svizzera
CN: ambasciata Tripoli, prolungato impegno esercito
Redazione
13 anni fa

Un distaccamento militare deve continuare a proteggere l'ambasciata svizzera a Tripoli. Il Consiglio nazionale ha deciso oggi - con 145 voti contro 13 e 3 astensioni - di prolungare l'impegno delle forze armate elvetiche nella capitale libica dal febbraio del 2014 al gennaio del 2016. Gli Stati devono ancora pronunciarsi. I costi dell'operazione, esclusi i salari dei soldati, sono stimati in 1,935 milioni di franchi, a carico del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Un presidio dell'esercito e uno della polizia militare sono presenti a Tripoli dalla metà di gennaio del 2012. È la terza volta che viene prolungato questo impegno, ha fatto notare Sylvie Perrinjaquet (PLR/NE) a nome della commissione. La Svizzera, ha aggiunto, ha interesse a partecipare al processo di stabilizzazione sviluppando relazioni diplomatiche. "Dobbiamo lavorare a lungo termine per la democrazia in Nordafrica, ha aggiunto il ministro degli esteri Didier Burkhalter, sottolineando come la Libia sia un paese strategico: "due terzi dei migranti giunti a Lampedusa sono partiti da lì". La situazione resta tesa sul posto. Per garantire la sicurezza delle rappresentanze straniere, Tripoli ha istituito una polizia diplomatica. Secondo Burkhalter, tuttavia, sono necessarie delle misure supplementari. Il Consiglio federale, ha concluso, si è impegnato a cessare questo impegno quando la situazione migliorerà. Alcuni esponenti dell'UDC e dei Verdi si sono battuti contro il mantenimento della missione a Tripoli. La Svizzera farebbe meglio a chiudere la sua ambasciata, ha affermato Hans Fehr (UDC/ZH), sostenuto da Geri Müller (Verdi/AG). La proposta di quest'ultimo di rinvio del dossier al governo affinché chiuda la rappresentanza e organizzi una conferenza di pace ha però riscontrato poco successo.

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