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Svizzera
CN: "Acqua viva", sì a controprogetto
Redazione
17 anni fa

Dopo 4 ore e mezzo di dibattito, il Consiglio nazionale ha approvato oggi per 104 voti a 68 alcune modifiche della legge sulla protezione delle acque per facilitare il ripristino allo stato naturale delle rive dei fiumi, mitigando nel contempo l'impatto di certi provvedimenti sullo sfruttamento energetico dei corsi d'acqua. Il dossier torna agli Stati per le divergenze. La revisione adottata oggi è un controprogetto indiretto all'iniziativa popolare "Acqua viva". Secondo la maggioranza dei consiglieri nazionali, il controprogetto elaborato dal Consiglio degli Stati è meno radicale dell'iniziativa lanciata dalle associazioni dei pescatori, ma nel contempo tiene conto di aspirazioni legittime presenti nella popolazione. "Acqua Viva" ha raccolto 160 mila firme. Il testo chiede la rinaturazione delle rive di fiumi e ruscelli deturpate dall'intervento umano. In Svizzera - ha detto a nome della commissione Martin Bäumle (Verdi liberali/ZH) - sono interessati 15 mila chilometri di argini". La nuova legge prevede la rinaturazione da parte dei cantoni di 4 mila km. Si tratta delle zone dove l'intervento dell'uomo è stato particolarmente massiccio. I lavori dovrebbero protrarsi per 80 anni, a un costo stimato in 5 miliardi di franchi, ossia 60 milioni all'anno. La Confederazione dovrebbe assumersi i due terzi delle spese per la rinaturazione - ossia 40 milioni di franchi all'anno - mentre altri 20 milioni andrebbero a carico dei cantoni. Prima dell'inizio del dibattito particolareggiato, la destra - PLR e UDC - ha tentato di convincere l'emiciclo a non entrare in materia, sostenendo che il controprogetto costerà centinaia di milioni alle casse pubbliche e ostacolerà la produzione di energia elettrica. Filippo Leutenegger (PLR/ZH) ha definito "simpatica" l'iniziativa dei pescatori, ma non finanziabile. La maggioranza - 94 voti a 60 - ha tuttavia respinto tali congetture. Per Verdi e socialisti è ora di finirla con l'opporre gli interessi della fauna acquatica e terrestre che vive nei e lungo i corsi d'acqua con gli interessi economici. Per Franziska Teuscher (Verdi/BE) e Sep Cathomas (PPD/GR), la rinaturazione è un progetto a lungo termine che ha bisogno dei mezzi adeguati per essere realizzato. L'iniziativa è stata lanciata anche perché i cantoni hanno fatto finora troppo poco in questo settore, hanno spiegato. Per Roger Nordmann (PS/VD), col controprogetto degli Stati si tiene conto degli interessi dei pescatori, degli ecologisti e del settore idroelettrico. La commissione del Nazionale ha poi voluto prendere in considerazione gli interessi degli agricoltori. Il progetto adottato oggi prevede indennizzi per i contadini danneggiati da inondazioni, ha ricordato. Per il vodese, il controprogetto dovrebbe inoltre spingere le associazioni ecologiste e di pescatori a ritirare l'iniziativa. Nel corso del dibattito, il PLR e l'UDC hanno tentato invano di combattere l'obbligo fatto ai cantoni di elaborare una pianificazione dei lavori per la rinaturazione delle rive maggiormente imbrigliate. Il ministro dell'ambiente Moritz Leuenberger ha sostenuto che la rinaturazione non è un affare che interessa esclusivamente gli ecologisti, ma un aspetto essenziale nella protezione dalle inondazioni. Al voto, la camera ha adottato la proposta difesa da PS, PPD e Verdi per 94 voti a 75. Per quanto attiene ai forti sbalzi del livello delle acque a valle delle centrali idroelettriche - fenomeno responsabile della scomparsa di diverse specie di pesci in Svizzera - i gestori dovranno realizzare entro 20 anni opere edilizie in grado di mitigare gli effetti sull'ambiente di questo fenomeno. Tali misure dovrebbero costare un miliardo di franchi, ossia 50 milioni all'anno. Per il finanziamento di questi provvedimenti si pensa di prelevare 0,1 centesimi per ogni chilowattora sui costi di trasporto delle reti ad alta tensione. La Camera del popolo ha respinto la proposta dei Verdi di innalzare tale prelievo a 0,2 cts. Per tener conto dei gestori di centrali elettriche, i deputati ha

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