
La legge sulle armi sarà nuovamente inasprita. Con una proporzione di due contro uno, il Consiglio nazionale ha accettato stamani questo sviluppo dell'acquis di Schengen. La Camera non si è spinta fino all'approvazione di un registro centrale delle armi, chiesto dalla sinistra, ma non ha nemmeno voluto cedere agli allarmismi dell'UDC. Affermando d'essere "vassalli di Bruxelles" e denunciando un progetto precipitoso, i democentristi hanno tentato inutilmente di silurare il testo sin dall'entrata in materia, come pure nel voto finale. Secondo Ulrich Schlüer (UDC/ZH), la Svizzera controlla sul suo territorio le proprie disposizioni sulle armi ed è inutile limitare la libertà dei tiratori. Le società di tiro - ha ricordato la ministra di giustizia e polizia Eveline Widmer-Schlumpf - condividono il progetto. Non si tratta di limitarne la libertà, ma di aumentare la sicurezza dei cittadini, migliorando la provenienza e i percorsi seguiti dalle armi. I cantoni già dispongono di banche dati informatiche. Le direttive europee richiedono semplicemente il collegamento elettronico. I cantoni di Zurigo, Berna e Glarona sono favorevoli a un registro centrale, ha sottolineato la sinistra. "Questa soluzione esiste per le automobili. Perché non potrebbe funzionare per le armi?", si è chiesto Josef Lang (Verdi/ZG). La maggioranza borghese ha preferito restare alle esigenze europee minime e, con 97 voti contro 64, ha ritenuto che la soluzione federalista sia praticabile e sufficiente. Il Nazionale non ha voluto ascoltare gli appelli di una minoranza, sostenuta dalla consigliera federale Widmer-Schlumpf, e si è dissociato dal Consiglio degli Stati decidendo, con 95 voti contro 62, di agevolare l'accesso alle armi sportive. La destra non ha nemmeno voluto costringere i venditori di armi a inserire nel loro inventario le riparazioni e ha limitato alla frontiera il sequestro di armi non registrate. Il dossier ritorna agli Stati. Il rafforzamento della legislazione elvetica sulle armi è dovuto al fatto che la Svizzera si è impegnata a riprendere tutti gli sviluppi dell'acquis di Schengen. Orbene, l'Unione europea ha recentemente riveduto la propria direttiva in materia, dopo la ratifica di un protocollo dell'ONU. Gli adattamenti dovrebbero entrare in vigore a partire dall'anno prossimo. ATS
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