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Svizzera
CN: accolta la revisione parziale della LPP
Redazione
17 anni fa

Controllo rafforzato, regole più severe per gli amministratori delle casse pensioni, incentivi per i lavoratori anziani: questi, per sommi capi, le modifiche della legge federale sulla previdenza professionale (LPP), accolte in serata anche dal Consiglio nazionale. Il dossier ritorna agli Stati, che avevano accolto la revisione un anno fa. I lavoratori anziani devono essere invogliati a restare sul mercato del lavoro, anche grazie al secondo pilastro. Il Nazionale ha riveduto la LPP per evitare che le persone che riducono il loro tasso d'attività all'approssimarsi del pensionamento siano penalizzate. Le misure destinate a mantenere nel mercato del lavoro gli impiegati anziani sono state accolte con 166 voti senza opposizione. Concretamente, gli impiegati di almeno 58 anni, il cui salario diminuisce perché assumono un'attività meno rimunerata o perché hanno ridotto il loro tasso d'occupazione, avranno la possibilità di aumentare i contributi. Obiettivo: mantenere la loro previdenza al livello dell'ultimo salario assicurato ed evitare che le loro future rendite vengano decurtate. Con 94 voti contro 70, la maggioranza ha ritenuto che questa opzione debba essere riservata alle persone il cui salario diminuisce al massimo della metà. Inizialmente, il Consiglio federale proponeva di fissare il limite a un terzo, mentre la Camera dei cantoni ha rinunciato all'introduzione di un limite. Il ministro degli affari sociali Pascal Couchepin ha giudicato "accettabile" questo compromesso, proposto dal PLR. Sopprimere ogni limite significa incitare il pensionamento anticipato, quando l'obiettivo è invece quello di incoraggiare la continuazione dell'attività lavorativa, ha sottolineato Couchepin. Questo aumento dei contributi sarà a carico dei lavoratori interessati, a meno di un gesto magnanime del datore di lavoro. La Camera del popolo ha anche deciso che i salariati che intendono lavorare al di là dell'età di pensionamento potranno continuare a versare i contributi al secondo pilastro, conformemente a quanto già è il caso per l'AVS. Un elemento centrale della revisione è costituito dalla riforma strutturale, accolta con 151 voti contro 7. Sia la destra che la sinistra hanno sottolineato la necessità di migliorare e rafforzare il funzionamento del secondo pilastro. Occorre in particolare limitare gli abusi e i rischi. Secondo i deputati, i ruoli nel settore della sorveglianza vanno chiariti. Va anche incoraggiata una migliore gestione, in particolare dopo le irregolarità emerse in occasione della fusione tra la banca Swissfirst e la Bank am Bellevue nel 2005 e le indiscrezioni di borsa degli ultimi mesi. Il controllo del secondo pilastro resta di competenza cantonale. Ciò significa che le circa 2600 casse di previdenza vengono sottoposte a un'autorità di controllo cantonale. Inoltre, i cantoni sono autorizzati a costituire regioni, ciò che è parzialmente già avvenuto. La supervisione non è più di competenza del Consiglio federale, bensì di una Commissione di supervisione federale indipendente composta da sette a nove esperti, eletti per un periodo di quattro anni. Avrà il compito di sorvegliare l'attività delle autorità di controllo. Una minoranza democentrista della commissione guidata da Guy Parmelin (VD) si è opposta alla cantonalizzazione e alla regionalizzazione. Il Consiglio federale deve indicare un'unica autorità di controllo. Tuttavia, con 117 voti contro 46, il Nazionale ha difeso la soluzione decentralizzata, "più vicina al cittadino". Le attività d'investimento saranno regolate nella legge. Una netta maggioranza della Camera ha ritenuto che le direttive in merito dovranno poter essere promulgate, ove fosse il caso, dal consiglio di fondazione e non soltanto dall'assemblea degli investitori. Come gli Stati, i consiglieri nazionali hanno ritenuto inutile estendere il campo d'azione dei revisori all'esame materiale delle attività sui mercati finanziari. A loro modo di vedere, le società di revisione non possono essere rese responsab

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