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Svizzera
CN: accolta la borsa dei transiti alpini
Redazione
18 anni fa

Il Consiglio nazionale ha sostenuto stamani, l'introduzione, ma non definitiva, di una borsa dei transiti alpini. Infatti, se il Consiglio federale negozierà con l'Unione europea (UE) l'avvio di questo sistema di regolazione dovrà nuovamente ottenere il consenso del parlamento. Occupandosi del progetto di legislazione sul traffico merci, la Camera del popolo ha così seguito il Consiglio degli Stati. Soltanto l'UDC era chiaramente contraria a questa borsa dei transiti. Lo schieramento rosso-verde avrebbe invece voluto ancorare questo strumento nella legge, nell'intento di "fare pressione sul Consiglio federale e coprirgli le spalle in vista dei negoziati con l'UE", ha inutilmente insistito Fabio Pedrina (PS/TI), uno dei "padri" dell'Iniziativa delle Alpi, accolta dal popolo nel 1994. "Se accettate l'idea di una borsa dei transiti, difenderò questo mandato", ha garantito il consigliere federale Moritz Leuenberger, citando i prossimi negoziati con l'UE. Alla fine, con 110 voti contro 82, la maggioranza del Nazionale si è schierata con una proposta liberale-radicale. Con questa borsa, l'acquisto di un diritto di transito sarà la "conditio sine qua non" per l'attraversamento delle Alpi. I diritti di transito a disposizione (650'000 a partire dal 2019) saranno venduti all'asta ai camionisti svizzeri ed europei, senza discriminazioni. Le altre merci dovranno invece attraversare l'arco alpino sulla rotaia e ciò direttamente nei container (Hupac) o con gli autocarri sul treno (strada viaggiante accompagnata). Alla fine, il Consiglio nazionale ha accolto la legge con 109 voti contro 68 (UDC e qualche radicale e democristiano). Il testo ritorna agli Stati. ATS

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