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Calcio
Club e Cantoni si spaccano sulle nuove misure dentro e fuori dagli stadi
© Shutterstock
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Redazione
2 anni fa
Dalla prossima stagione calcistica, i Cantoni introdurranno nuove misure contro il tifo violento nonostante l’opposizione dei club. Per Michele Campana dell’FC Lugano, il nuovo sistema “punisce la collettività, senza toccare gli effettivi colpevoli”. Ma la conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia commenta: “Abbiamo tenuto conto delle vostre osservazioni”.

Durante l’ultima stagione calcistica, gli episodi di violenza dentro e fuori gli stadi svizzeri non sono mai stati così pochi. Un elemento che è stato rimarcato oggi dalla Swiss Football League (SFL), che assieme alla Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia (CDDGP), ha presentato nuove misure per prevenire infrazioni. Gli stessi club, però, sono contrari, così come la stessa SFL.

Il modello a cascata

Le misure presentate oggi costituiscono il cosiddetto “modello a cascata”. In sostanza, in base al tipo di infrazione commessa dai tifosi, le autorità stabiliscono delle sanzioni uniformi a livello svizzero, anche nei confronti delle squadre. Un sistema a gradi che prevede quattro livelli di sanzioni (dialogo, maggiore sorveglianza, chiusura di alcune tribune e partita a porte chiuse), che scattano automaticamente dopo un evento violento. Un quinto livello, che prevedeva la sconfitta per forfait, è stato ritirato su richiesta della SFL. “Per noi era importante tenere conto delle osservazioni dei club calcistici”, ha spiegato Kayser-Frutschi, copresidente della CDDGP. “Per questo motivo abbiamo apportato una modifica significativa a questo modello, eliminando la possibilità di una sconfitta a tavolino”.

Per ora nessun biglietto nominativo

I biglietti nominativi non sono invece inclusi nelle nuove misure, ma le autorità hanno annunciato di avviare un lavoro giuridico affinché si sia pronti nel caso in cui dovessero essere introdotti. "La CDDGP aveva chiesto all'unanimità l'introduzione dei biglietti nominativi. Dopo averne discusso, abbiamo deciso di fare un passo indietro su questo tema", ha ricordato il consigliere di Stato vallesano Frédéric Favre (PLR), presidente del gruppo di lavoro e direttore del Dipartimento cantonale della sicurezza, delle istituzioni e dello sport. "Ma se dovessimo un giorno utilizzarlo, dobbiamo assicurarci di disporre delle basi legali".

Le critiche dei club

Nonostante la ‘concessione’ della CDDGP di ritirare la possibilità di infliggere una sconfitta alla squadra dei tifosi indisciplinati, i club si oppongono. "Il modello a cascata è un sistema repressivo, che punisce la collettività e non gli effettivi colpevoli”, spiega Michele Campana, CFO dell’FC Lugano e membro di comitato della Swiss Football League. Fra le sanzioni previste c’è anche la chiusura di interi settori negli stadi. “Se dei teppisti provocano dei danni fuori dallo stadio, in un'area in cui non è competente il club, troviamo scorretto che venga punita un'intera curva di una società, privando queste persone di poter assistere alla partita, senza che abbiano fatto niente”.

I Cantoni tirano dritto

Con o senza l’approvazione dei club, comunque, i Cantoni vogliono introdurre il nuovo approccio. “Al nostro tavolo la SFL continuerà ad avere posto quando si tratterà di implementare il modello a cascata, perché in un modo o nell’altro, questo sarà introdotto nella prossima stagione”, ha sottolineato Kayser-Frutschi.

Si a piattaforme di dialogo

I club di calcio hanno però accettato di buon grado la formazione di piattaforme di dialogo a livello locale, fra squadre, autorità e tifosi. Queste saranno obbligatorie e saranno introdotte anche a Lugano. "Si tratta di cercare di dialogare e comprendere il punto di vista altrui per trovare degli equilibri e di discutere di situazioni spiacevoli, in modo da prevenire episodi spiacevoli", conclude Campana.