
Il Club di Roma porta la sua sede centrale a Winterthur. Lo hanno annunciato oggi davanti ai media il sindaco Ernst Wohlwend e rappresentanti del Club. Il trasferimento viene reso possibile grazie a un finanziamento di 1,8 milioni di franchi da parte della fondazione dell'immobiliarista di Winterthur Robert Heuberger. Questi mette inoltre a disposizione da subito locali in prossimità della stazione. L'attribuzione della somma nell'arco dei prossimi cinque anni avviene senza condizioni, anche l'indipendenza politica dell'organizzazione non governativa resta garantita. Visibilmente soddisfatto, il sindaco ha parlato di "colpo grosso". Già da tempo Winterthur punta sulla sostenibilità e si attende ora nuovi impulsi dall'arrivo del Club, ha detto. Eberhard von Koerber, copresidente del Club di Roma, ha dichiarato da parte sua che la vecchia città industriale si sta in trasformando in città dei servizi, della cultura e del sapere. Winterthur ha da sempre mostrato grande interesse per il lavoro e i principi dell'organizzazione. A favore della città parlano anche il buon collegamento a livello di trasporti e la sua posizione all'interno della regione. Inizialmente l'organizzazione voleva dislocare la sua sede da Amburgo a Zurigo. Il municipio e il consiglio comunale avevano deciso di stanziare un credito di 1,82 milioni di franchi, ripartiti sui prossimi cinque anni, ma la popolazione ha bocciato di misura tale sostegno finanziario in occasione di un referendum lo scorso febbraio. In seguito sono state discusse varie alternative. A Zugo il gruppo alternativo-PCS al consiglio comunale ha inoltrato una mozione urgente per portare la sede del Club nella città. Il Club di Roma è un'organizzazione non governativa composta di un centinaio di scienziati, economisti, uomini d'affari e alti funzionari di tutto il mondo che "si preoccupano del futuro dell'umanità". Fondato nel 1968, deve il suo nome al fatto che la prima riunione si svolse nella capitale italiana. Nel 1972 il Club attirò l'attenzione dell'opinione pubblica con la presentazione di un rapporto sui limiti dello sviluppo, in cui si sosteneva che la crescita economica non poteva continuare infinitamente a causa della limitata disponibilità di risorse naturali, petrolio in primis. ATS
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