
Il contributo di circa mezzo milione di franchi alla "Clinton Health Access Initiative" (fondazione Clinton) nel 2011 dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione è avvenuto secondo le regole e le priorità in materia di politica dello sviluppo della Svizzera. Ne è convinta la maggioranza della Commissione della politica estera del Consiglio nazionale che ha deciso di non intraprendere altri passi sulla vicenda non ravvisando, come indicato dal Consiglio federale, alcun conflitto di interesse. Una parte della Commissione, tuttavia, è dell'opinione che il sostegno di progetti riconducibili a personalità politiche esposte siano di principio problematici, sottolinea una nota odierna dei servizi parlamentari. Stando al consigliere federale Didier Burkhalter, sentito dalla Commissione, il contributo elvetico alla fondazione Clinton aveva come obiettivo la riduzione della mortalità di mamme e bambini in Liberia. Si tratta di un obiettivo della politica estera elvetica. Il versamento in questione è avvenuto nel 2011, in piena vertenza fiscale tra Berna e Washington, quando alla guida del Dipartimento federale degli affari esteri vi era ancora l'ex consigliera federale Micheline Calmy-Rey (vedi articolo suggerito).
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