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Svizzera
Clima: emissioni di gas a effetto serra in netto calo in Svizzera
Redazione
17 anni fa

Le emissioni di gas a effetto serra sono diminuite di 1,9 tonnellate in Svizzera tra il 2006 e il 2007, attestandosi a 51,3 milioni di tonnellate. Se i combustibili hanno riversato nell'atmosfera molto meno CO2 (-9%), le emissioni dovute ai carburanti sono aumentate (+2%). Le emissioni del 2007 sono così inferiori di 1,4 milioni di tonnellate, pari al 2,7%, al livello del 1990. Pubblicati oggi, questi dati sono stati trasmessi all'ONU il 15 aprile. Le temperature "miti" dell'inverno 2007 e l'innalzamento del prezzo dell'olio da riscaldamento (salito da 0,70 cts a oltre un franco al litro in dicembre) spiegano in parte la riduzione dell'inquinamento dovuto ai combustibili. A ciò ha contribuito pure il maggiore utilizzo di energie rinnovabili, indica in una nota odierna l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM). L'aumento delle emissioni dovute ai carburanti è dovuto a vari fattori. In primo luogo alla forte crescita economica del 2007 (+3,1%), che ha provocato un aumento dei trasporti. Ha invece avuto un effetto inferiore al previsto la crescita dei prezzi del greggio. Anche i pendolari del pieno di benzina hanno avuto un effetto sulla crescita. Infatti, nel 2007, per la prima volta il carburante diesel era più conveniente in Svizzera rispetto alla Germania, a causa dell'euro forte. Le emissioni dell'agricoltura hanno pure registrato un leggero aumento. Quelle del settore dei rifiuti, dopo vari anni di crescita, hanno invece registrato una leggera diminuzione. L'inventario dei gas a effetto serra costituisce il principale elemento di verifica del rispetto, da parte della Svizzera, degli impegni assunti nell'ambito del Protocollo di Kyoto. Quest'ultimo prevede che, tra il 2008 e il 2012, le emissioni dei principali gas a effetto serra devono diminuire dell'8% rispetto al loro livello del 1990 (ossia da 52,8 a 48,6 milioni di tonnellate). Tra il 1990 e il 2007, le emissioni mondiali di CO2 provenienti da agenti energetici fossili e da processi industriali sono aumentate dal 34% al 38%, raggiungendo oltre 32 miliardi di tonnellate. A ciò si aggiungono 20 miliardi di tonnellate di sostanze equivalenti di CO2 dovute al metano, al protossido d'azoto, ai gas sintetici e al deforestieramento. "Inquinatori" principali sono la Cina (con il 24% delle emissioni mondiali), gli Stati Uniti (21%), l'UE dei 15 (12%), l'India (8%) e la Russia (6%). ATS

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