
La sinistra ed economiesuisse deplorano che il Consiglio federale abbia attivato ed esteso la clausola di salvaguardia a 25 paesi dell'Unione europea, mentre il PPD ritiene che così facendo il governo abbia mantenuto la promessa. Il PS e i Verdi si rammaricano della decisione; avrebbero preferitoun rafforzamento delle misure d'accompagnamento, che devono interessare il mercato del lavoro, ma anche quello dell'immobiliare,le infrastrutture e la formazione. L'attivazione della clausola di salvaguardia avrà "al massimo uneffetto placebo", affermano le due formazioni in note distinte, masimili. Se l'immigrazione è così importante è dovuto al fatto chele imprese svizzere dipendono dalle forze lavoro straniere equindi le richiedono, precisa il PS. Scontenta anche la federazione delle imprese svizzere economiesuisse, secondo cui la decisione peserà sulle aziende, le regioni periferiche, l'agricoltura e le relazioni bilaterali. L'organizzazione si attende ora dal parte del Consiglio federale un forte impegno per evitare un deterioramento delle relazioni bilaterali tra la Svizzera e l'UE. Soddisfatto invece il PPD: in politica èimportante mantenere le promesse, ha affermato all'ats laportavoce del partito Marianne Binder. L'attivazione era previstaa certe condizioni e queste ci sono: bisogna essere conseguenti,ha aggiunto. Da parte sua, in una presa di posizione trasmessa all'ats, il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz indica di aver preso atto della decisione del Consiglio federale e "ovviamente la rispetterà". Tuttavia ha espresso dei "dubbi sulla fondatezza" di questa misura. ATS
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