
Un cittadino svizzero è stato condannato sull'isola indonesiana di Bali a una pena detentiva per aver violato le norme relative ai giorni festivi. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha confermato oggi all'agenzia Keystone-ATS di essere a conoscenza del caso.
Il DFAE ha indicato di essere a conoscenza della detenzione di un cittadino svizzero a Bali, ma di non potersi esprimere in modo concreto sul caso per motivi di protezione dei dati e della privacy. L'ambasciata svizzera a Giacarta è in contatto con le autorità competenti e sta fornendo assistenza alla persona interessata nell'ambito della protezione consolare.
La notizia è stata riportata da diversi media. 20 Minuten, ad esempio, riferisce che un turista svizzero deve scontare un anno di carcere per aver preso in giro un giorno di riposo sacro indù a Bali e averne violato le regole. Stando al giornale, oggi un tribunale di Denpasar ha dichiarato il 26.enne colpevole di aver violato il nuovo codice penale indonesiano con alcuni post sulle reti sociali.
Secondo il Tages-Anzeiger alla base della sentenza c'è un episodio avvenuto durante la festa balinese di Capodanno, il Nyepi, o Giorno del silenzio di Bali, che si celebra il primo giorno di luna nuova del mese di marzo. In questo giorno sacro sull'isola vigono regole severe: sono vietate le luci all'aperto, il rumore e l'uscita dall'alloggio, secondo la credenza che ciò serva a far credere agli spiriti che l'isola sia disabitata.

