
Un cittadino australiano rimasto bloccato in India ha avviato un’azione legale contro il ministro della Salute Greg Hunt, per il divieto assoluto di viaggio dall’India imposto dal governo di Canberra e accompagnato da dure sanzioni. Il ricorso sostiene che il ministro non ha considerato alternative al bando totale, una salvaguardia chiave della legge sulla biosicurezza, e che il divieto viola il diritto costituzionale dei cittadini australiani a tornare in patria. La Corte Federale in Sydney udirà dalla prossima settimana il ricorso urgente presentato dai legali del 73enne Gary Newman nei confronti della misura imposta dal ministro, la quale comporta multe fino a 66 mila dollari australiani (43 mila euro) e fino a cinque anni di prigione, per chi tentasse di rientrare passando per altri paesi. Misura accolta da dure reazioni di esperti che ne contestano la legalità e da chi accusa il governo di razzismo, nel trattare l’India diversamente da altri paesi ad alto rischio. Il divieto di viaggio finora è programmato fino a 15 maggio, ma il primo ministro Scott Morrison ha indicato che potrebbe essere revocato prima, una volta organizzato l’avvio di voli di rimpatrio per i 9000 australiani bloccati in India, di cui 900 classificati come vulnerabili.
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