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Svizzera
Cittadini britannici dovranno dichiarare soldi depositati a Vaduz
Redazione
17 anni fa

Il Liechtenstein ha concluso oggi un accordo con la Gran Bretagna concernente i fondi di cittadini britannici depositati nelle banche del Paese e non dichiarati alle autorità fiscali. I clienti britannici della piazza finanziaria del Principato hanno ora tempo fino al 2015 per legalizzare i loro soldi in nero o ritirarli dagli istituti di Vaduz. Dopo questa data le banche del piccolo Stato saranno tenute a chiedere ai loro clienti una prova della dichiarazione al fisco britannico e gli istituti che non lo faranno incorreranno in sanzioni. L'accordo, firmato dal primo ministro del Principato Klaus Tschütscher e dal segretario di Stato al Tesoro britannico Stephen Timms precisa inoltre che nessun dato concernente i clienti sarà mai trasmesso alle autorità di Londra e che coloro che legalizzeranno i loro averi entro il 2015 beneficeranno di un'amnistia fiscale. Chi non lo farà, dovrà abbandonare il Liechtenstein. I due Stati si sono inoltre accordati sull'avvio di negoziati in vista di un accordo di doppia imposizione. Il Regno Unito si è altresì impegnato a non limitare o discriminare in altro modo le attività della piazza finanziaria del Principato. L'associazione dei fiduciari del Liechtenstein ha da parte sua rifiutato l'accordo, ritenendo che le regole che lo stesso introduce a partire dal 2015 non permetteranno più di intrattenere delle relazioni amichevoli con i clienti, mentre l'Unione bancaria del Liechtenstein ha invece dichiarato all'ATS di essere in grado di convivere con le nuove misure. Vaduz aveva deciso il 12 marzo scorso di allentare il suo segreto bancario adottando gli standard dell'OCSE in materia di scambio dei dati. Il Principato si già è impegnato a fornire informazioni agli Stati Uniti in caso di sospetta frode fiscale ed ha aperto negoziati con Lussemburgo e Germania. ATS

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