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Confederazione
Circa il 10% degli svizzeri si dice "elettrosensibile"
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
3 anni fa
Una persona su dieci imputa un malessere ad onde legate alla telecomunicazione. La Confederazione vuole capirci meglio, e fornire un accompagnamento migliore di queste persone.

Il Consiglio Federale desidera sorvegliare l'influenza delle tecnologie di telecomunicazione sulla salute degli individui e dell'ambiente. Per farlo, desidera prendere a carico maggiormente le persone che imputano i loro mali all'esposizione a raggi non-ionizzanti. A partire da aprile 2020, i pazienti possono farsi seguire da uno specialista, d'accordo con il medico di famiglia. Ad oggi, sette medici sono formati in materia e tra 5 e 10% della popolazione svizzera si dichiara "elettrosensibile", riporta Le Matin. 

Valori non preoccupanti

Secondo uno studio commissionato dalla Confederazione, l'esposizione della popolazione a questi raggi non ionizzanti è globalmente moderata. I valori più alti sono stati registrati nelle stazioni e nelle fermate del tram dove confluiscono gli utilizzatori di PC e smartphones. Malgrado ciò, questi valori restano ben al di sotto dei limiti consigliati. Nelle scuole svizzere l'esposizione è, allo stesso modo, leggera. 

Delle misure d'accompagnamento all'installazione della rete 5G

Nel 2019 un gruppo di lavoro ha presentato un rapporto che proponeva delle misure d'accompagnamento in materia di gestione della telefonia mobile. Queste raccomandazioni sono state messe in pratica il 22 aprile 2020, quando il Consiglio Federale ha sviluppato la rete 5G sull'insieme del territorio. Tra queste misure il monitoraggio dell'esposizione ai raggi non ionizzanti - come radiofrequenze, microonde, 5G o infrarossi - ha beneficiato di un'attenzione particolare. Assieme a ciò, è stata decisa anche la messa in funzione di un servizio di consultazione di medicina ambientale.