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Svizzera
Cigno reale, OK a singoli abbattimenti, ma specie rimane protetta
Redazione
11 anni fa

In caso di forti concentrazioni di cigni reali in zone agricole o di svago, i Cantoni dovrebbero poter ordinare eventuali misure di regolazione (leggi: abbattimento), dopo averne fatto richiesta alle autorità federali. È quanto pensa la Commissione dell'ambiente del Consiglio nazionale, che non vuole tuttavia saperne di inserire questo pennuto tra le specie cacciabili, come prevede invece una mozione dell'ex "senatore" Paul Niederberger (PPD/NW) approvata lo scorso settembre dalla Camera dei cantoni. Solo a questa condizione, la commissione ha adottato in forma modificata (17 voti a 7) quest'atto parlamentare: la maggioranza auspica che i cantoni possano, dopo averne fatto richiesta all'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), regolare il numero di questi pennuti in "maniera adeguata". Gli Stati dovranno riprendere in mano il dossier: potranno approvare la mozione modificata, oppure respingerla, ma non più emendarla. Per i cigni reali dovrebbero valere insomma le stesse considerazioni formulate dal "senatore" Stefan Engler nel 2015 in merito al lupo, indica una nota odierna dei Servizi parlamentari. Mediante una mozione, già trasmessa dalle Camere, Engler proponeva infatti di facilitare l'uccisione di alcuni esemplari per regolarne la densità, senza tuttavia mettere in dubbio la protezione di questo predatore come prevede la Convenzione di Berna. In merito ai cigni, la veloce riproduzione dei cigni reali sta creando non pochi problemi, secondo Niederberger. Gli escrementi di questo animale creano, secondo l'ex Consigliere agli Stati, "danni enormi" alle coltivazioni agricole; inoltre, avendo perso la naturale paura per l'uomo, questo pennuto rappresenta un "pericolo" per passanti, ciclisti e bambini che si avventurano nelle zone di svago. Da qui la richiesta di abbassare il limite di protezione di cui gode questo uccello per facilitarne l'abbattimento. Visto il contesto, e il fatto che il Cigno reale non è più considerato a rischio, Niederberger giudicava l'elevata protezione di cui gode non più sensata. I Cantoni dovrebbero quindi poterne ordinare l'uccisione senza troppe complicazioni, come accade per lo stambecco, quando viene oltrepassata una quota massima di esemplari stabiliti in una determinata zona.

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