
Solo con un rafforzamento del Servizio pubblico la ripresa post-coronavirus può avere successo. È quanto sostiene l’Unione sindacale svizzera (USS) sulla base di un’analisi della situazione. “Il tempo del Servizio pubblico è tornato”, scrive il presidente Pierre-Yves Maillard nell’introduzione all’analisi di 38 pagine, presentata oggi in conferenza stampa a Berna.
L’USS stila un bilancio di diversi settori confrontati alla crisi del Covid-19. Durante l’epidemia, il Servizio pubblico si è dimostrato di rilevanza sistemica, robusto e agile, e bisogna ripartire proprio da queste basi per uscire dalla difficile situazione. Vanno invece dimenticate eventuali misure di risparmio. L’utilità del Servizio pubblico, spesso trascurata, è uscita con forza, secondo l’Unione sindacale. In situazione di emergenza le istituzioni che lavorano in maniera coordinata - e non in concorrenza tra loro - si dimostrano in grado di agire secondo l’interesse della collettività.
Particolarmente buona figura ha fatto le fitte reti nell’ambito sanitario, energetico, delle telecomunicazioni, dei trasporti e della posta. Nel settore della custodia dei bambini, molto frammentato, si sono invece notate delle carenze. La crisi ha anche evidenziato le condizioni precarie nell’ambito culturale e la difficile situazione dei media.
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