Cerca e trova immobili
Svizzera
“Ci sarà una quarta ondata, ma sarà diversa”
Keystone-ats
5 anni fa
Per il consigliere federale Alain Berset la situazione di partenza è diversa rispetto alle precedenti ondate visto che il tasso di vaccinazione è superiore all’80% presso le persone a rischio. Ma il numero di contagi continuerà ad aumentare nel prossimo futuro

La Svizzera non sfuggirà a una quarta ondata di coronavirus , avverte il ministro della sanità Alain Berset. Sarà comunque diversa dalle tre precedenti, ha aggiunto. Il tasso di vaccinazione delle persone a rischio e delle generazioni più anziane è superiore all’80%, sottolinea il consigliere federale socialista in un’intervista pubblicata dalla Südostschweiz. La situazione di partenza quindi non è la stessa delle ondate precedenti. Ciò che è importante è che più persone siano vaccinate, in particolare gli under 50. “Attualmente, la situazione è sotto controllo, ma il numero di contaminazioni continuerà ad aumentare nel prossimo futuro”.

Terza dose non dipende dalle case farmaceutiche

Secondo il ministro, è difficile dire ora se i vaccinati avranno bisogno di una terza dose di richiamo. “Quello che è certo è che questa decisione non sarà presa dalle aziende farmaceutiche”, ha detto il ministro, sottolineando che il Consiglio federale esaminerà attentamente la questione con gli specialisti. Una terza iniezione potrebbe essere utile, soprattutto per gli anziani.

La fine dei test gratuiti

Anche i test fanno parte della strategia del Consiglio federale per contenere la pandemia. Solo nel mese di luglio i test rapidi sono costati ai contribuenti 20 milioni di franchi, rileva il giornale svizzero tedesco. Da ottobre è tuttavia previsto che non saranno più gratuiti per le persone senza sintomi. Anche i cinque autotest al mese per le persone non vaccinate o non guarite dovranno essere pagati di tasca propria (la proposta è attualmente ancora in consultazione). La Confederazione continuerà invece a finanziare i test nelle scuole, nelle aziende, nelle case di cura e quelli per le persone con sintomi. Una misura di risparmio oppure uno stratagemma per aumentare la pressione sulle persone non vaccinate? “Il Consiglio federale si è chiesto se fosse giusto che la collettività pagasse i test “su richiesta” per ricevere un certificato. Il Consiglio federale non ritiene più proporzionato che questi costi debbano essere coperti. Questo in un periodo transitorio fino alla fine di settembre, in una situazione in cui inoltre la vaccinazione è disponibile per tutti gratuitamente. Fino alla fine di settembre, chi non l’ha ancora fatto, ha quindi ancora la possibilità di ottenere una vaccinazione completa”.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata