
È durato 7 minuti il discorso del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, trasmesso ieri durante la pausa pranzo delle Camere federali. Un discorso in cui ha ringraziato la Svizzera per la sua solidarietà e invitato la Confederazione a organizzare una conferenza sulla pace. Non è mancato un accenno alla riesportazione delle armi. "Le armi ci servono per riportate la pace sul nostro territorio", ha affermato il presidente ucraino, aggiungendo di sapere che in Svizzera si sta ancora discutendo sulla possibilità di riesportare materiale bellico. "Solo insieme possiamo reagire a questa aggressione", è stato il suo appello.
L’UDC diserta l’appuntamento
Al termine del suo intervento il plenum gli ha dedicato una standing ovation. Non tutti però erano presenti. L'UDC, che già nei giorni precedenti aveva manifestato la propria contrarietà all'intervento, era assente. Ad eccezione del consigliere nazionale bernese Andreas Aebi e il consigliere agli Stati sciaffusano Hannes Germann, gli altri deputati hanno disertato l'appuntamento. E oggi il presidente nazionale del partito, Marco Chiesa, è tornato sugli argomenti presentati da Zelensky.
“Con più armi non si arriverà alla pace”
“Il Presidente ucraino chiede armi svizzere ma sa benissimo che il diritto di neutralità del nostro Paese, non ci consente in alcun modo di fornirgliele”, scrive Chiesa in uno scritto inviato in redazione. “È dal 2014, da quando è deflagrato il conflitto nel Donbass, che la Svizzera ha bloccato totalmente la fornitura di materiale bellico all’Ucraina e alla Russia. Altrimenti dovremmo rinunciare alla nostra neutralità. Il Presidente ucraino pensa che con più armi si arriverà alla pace. Io penso che questa sia un ragionamento molto pericoloso, se non devastante, che porterà all’inasprimento del conflitto, a nuove distruzioni e sofferenze umane”.
“Cara Svizzera, resta neutrale”
Sul ruolo della Svizzera in un prossimo vertice di pace, il presidente democentrista ritiene che “se forniamo armi all’Ucraina e riprendiamo le sanzioni dell’UE, non saremo più percepiti come neutrali e credibili. Cosa che d’altro canto ci è già stata detta. Il Presidente ucraino dovrebbe sapere che la Svizzera dà alla sua neutralità un orientamento umanitario e pacifico conformemente alla tradizione di buoni uffici e aiuto umanitario. Cara Svizzera, resta neutrale”, conclude Chiesa.

