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Abusi sessuali
Chiesa cattolica, via ai test psicologici obbligatori per i futuri operatori pastorali
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
8 ore fa
Dopo una fase pilota giudicata positiva, la procedura entra a regime in tutte le diocesi svizzere. Nel 2025 effettuate 72 valutazioni e in alcuni casi si è deciso di non proseguire con la collaborazione.

Da aprile 2025 la Chiesa cattolica ha introdotto test psicologici attitudinali obbligatori per i futuri operatori pastorali, nell’ambito delle misure adottate contro gli abusi sessuali. Dopo una fase pilota giudicata positiva, la procedura entra ora a pieno regime.

Un test psicologico in quattro fasi

La procedura si articola in quattro fasi e si basa sulle «competenze fondamentali necessarie per svolgere l’attività pastorale ed esercitare con successo la professione», sottolineano in una nota congiunta la Conferenza dei vescovi svizzeri, la Conferenza centrale cattolica romana della Svizzera e la Conferenza degli istituti di vita consacrata e delle società di vita apostolica in Svizzera. Il percorso prevede un test psicologico, un colloquio sulle competenze, un colloquio clinico-forense e un colloquio finale di idoneità con i responsabili della formazione. I test sono stati sviluppati dal gruppo di lavoro guidato dal prof. Jérôme Endrass, responsabile Ricerca e Sviluppo presso l’Ufficio per l’esecuzione penale e il reinserimento del Cantone di Zurigo, e condotti in collaborazione con dieci esperti di psicologia e psichiatria forense e di diagnostica del personale.

Effettuate 72 valutazioni, primi effetti concreti

Durante la fase pilota, svoltasi da aprile a fine 2025, sono state effettuate 72 valutazioni di idoneità in tutte le diocesi svizzere (60 in tedesco, 6 in francese e 6 in italiano). «I test sono stati per lo più ben accolti dai candidati, giudicati professionali, accurati e corretti, ma anche intensi e in alcuni casi molto faticosi», indicano le autorità ecclesiastiche. In singoli casi, sulla base delle raccomandazioni degli esperti, i responsabili competenti hanno deciso di non proseguire la collaborazione con le persone valutate. Le istituzioni ecclesiastiche non forniscono tuttavia cifre precise.

Obiettivi formativi

Oltre a individuare eventuali candidati non idonei, il test consente di definire obiettivi formativi personalizzati. I candidati ricevono una valutazione esterna delle proprie capacità e dei propri limiti, sulla base della quale vengono concordate fasi di sviluppo e misure di sostegno. «Le valutazioni rappresentano sia una misura preventiva contro gli abusi sessuali e spirituali, sia un elemento chiave nello sviluppo del personale pastorale», conclude la nota.