
I tre partecipanti svizzeri (Mons. Felix Gmür, Helena Jeppesen e Claire Jonard) al Sinodo dei vescovi sulla sinodalità della Chiesa cattolica, svoltosi a Roma, si dicono soddisfatti del documento finale, che riconosce in particolare l'importanza dell'integrazione delle donne. La questione dell'accesso di questa ultime al ministero diaconale richiede tuttavia "un'ulteriore riflessione".
Diaconato aperto alle donne
In una nota pubblicata oggi dalla Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS), il vescovo Felix Gmür accoglie con favore il fatto che le porte del diaconato rimangano aperte alle donne. "È un segno di speranza. Passo dopo passo, continueremo il nostro impegno con pazienza e perseveranza", sottolinea. Il tema delle donne nella Chiesa ha permeato molte delle discussioni tenute a Roma. L'Assemblea ha rilevato che esse continuano a incontrare ostacoli e che dovrebbe essere normale che occupino anche posti dirigenziali.
Il decentramento della Chiesa
Nella sua nota, la CVS rileva che si è discusso anche di un "sano decentramento della Chiesa". Le domande cruciali sono state: in quali settori può esistere una gestione decentrata e chi decide su questi settori. Per chiarire queste questioni - aggiunge - è necessaria la partecipazione di molte persone.

