
"La situazione attuale non garantisce la protezione degli inquilini". Lo sostiene l'Associazione Svizzera degli Inquilini, aseguito delle decisioni drastiche prese negli ultimi da Cantoni e Confederazione legate alla pandemia da COVID-19. In una nota scritta odierna l’ASI ha quindi chiesto al Consiglio federale di sospendere, mediante decreto federale urgente, tutti i termini che potrebbero pregiudicare gli inquilini di locali d’abitazione e commerciali.
Si tratta in particolare dei termini previsti dal codice delle obbligazioni e dal codice di procedura civile. Gli inquilini che, a causa delle misure adottate per il COVID-19, non ricevono più salario o non incassano, se chiudono la propria attività, e non riescono perciò a pagare la pigione vanno tutelati. A questi inquilini non deve essere possibile dare la disdetta dell’alloggio e questo anche dopo la fine della crisi. Ieri, comunica l'ASI, anche la Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) ha adottato una decisione simile.
Tra le misure economiche e sociali il Consiglio federale dovrebbe considerare quindi anche i mezzi finanziari necessari a pagare le pigioni. Inoltre l’ASI chiede la sospensione delle espulsioni (sfratti), poiché le autorità non hanno a disposizione alloggi di emergenza per chi si ritrova senza un tetto.
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