
"Proponendo tre candidati provenienti dalle tre principali regioni linguistiche della Svizzera, l'UDC offre al parlamento la giusta scelta in vista delle elezioni al Consiglio federale del prossimo 9 dicembre." Esordisce così l'editoriale di Toni Brunner, diffuso oggi ai media nazionali.
Il presidente del partito ribadisce l'esigenza di rappresentare il 30% degli elettori che hanno votato UDC, con un secondo consigliere federale: "Continuare in queste condizioni, con giochetti contro l'UDC significa agire contro gli interessi del paese."
Brunner non ha dubbi, i tre candidati rispondono alle esigenze formulate in vista dell'occupazione del seggio divenuto vacante in Consiglio federale. Tre gli aspetti di rispetto verso le comunità linguistiche:
Per questi motivi, il democentrista trova "infondate e sostanzialmente disoneste" le critiche avanzate all'indirizzo del "tricket": "Chi non vuole accordare all'UDC un secondo seggio, lo annunci apertamente invece di rifugiarsi dietro a motivazioni in malafede!"
Il leader UDC difende quindi i tre candidati: "Meno di dieci anni fa la Romandia schierava il trio Couchepin, Deiss, Calmy-Rey. Perché supporre che ora non si possa eleggere un romando?". Anche su Aeschi ogni accusa viene rispedita al mittente: "Il rappresentante germanofono si è imposto contro diversi concorrenti, nel quadro di una procedura democratica in seno al gruppo parlamentare. Questo procedimento è applicato da sempre da tutti i gruppi quando si tratta di decidere tra più candidati."
E Norman Gobbi? "Le critiche contro il candidato italofono non sono per nulla convincenti. Chi sarebbe meglio piazzato per rappresentare il Ticino se non il presidente in carica del governo ticinese, brillantemente rieletto al Consiglio di Stato?"
Il presidente dei democentristi, in conclusione, accusa gli altri partiti di lanciare critiche infondate esclusivamente nei confronti del suo partito. "Gli statuti dell'UDC non limitano la scelta dell'Assemblea federale. Ognuno deve riconoscere che sta all'Unione Democratica di Centro decidere se un Consigliere federale eletto dal parlamento rappresenti o meno il partito. Tenuto conto delle importanti sfide che aspettano il nostro paese, osiamo sperare che il parlamento faccia prova di perspicacia e di senso di responsabilità. Chi continua a cercare pretesti per fare i suoi giochetti non ha null'altro a cui pensare. Dimostrano così - chiosa Brunner - di non essere capaci di assumersi la responsabilità della loro nazione."
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