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Svizzera
"Che l'Africa si arrangi"
"Che l'Africa si arrangi"
"Che l'Africa si arrangi"
Redazione
10 anni fa
In Consiglio nazionale oggi si è parlato di aiuto allo sviluppo. “Sono contributi insensati, a fondo perso”

Il Consiglio nazionale ha esaminato oggi il credito destinato all'aiuto allo sviluppo per il periodo 2017-2020. Il dibattito è stato lungo e molto acceso: da un lato l’UDC ha chiesto una drastica riduzione del proprio impegno finanziario in questo settore, mentre l’area rosso-verde si è battuta per concedere più mezzi per la lotta alla povertà e al sottosviluppo.

Considerate le difficoltà finanziarie della Confederazione, che deve risparmiare un miliardo all’anno a partire dal 2017, la Commissione delle finanze ha proposto una riduzione degli aiuti dagli attuali 11,1 a 9,6 miliardi di franchi. Un taglio che però non riguarderebbe l'aiuto umanitario, che continuerebbe così a beneficiare di 2,06 miliardi di franchi annui.

Il dibattito è iniziato con la proposta targata PPD che chiedeva un maggior focalizzazione di questi aiuti, ritenuti eccessivi. La proposta, che ha ottenuto il supporto dell’UDC è stata respinta con 106 voti a 85 (6 astensioni). Il PPD non ha criticato lo scopo degli aiuti bensì la strategia con la quale essi sono impiegati. La basilese Elisabeth Schneider-Schneiter si è detta perplessa: “Si agisce come se non esistesse alcun fenomeno migratorio”.

Il socialista Carlo Sommaruga ha tuonato contro il PPD, definendo la loro proposta “la tomba dell’aiuto allo sviluppo”.

L’UDC ha invece sostenuto una riduzione da 11,1 a 9,6 miliardi di franchi all’anno, e ha espresso forti critiche su questo tipo di aiuti: “Gli aiuti allo sviluppo non servono a nulla”, ha sostenuto Roger Köppel. “Rappresentano un’entrata fissa per chi ne beneficia ma nulla di più, ormai l’unica preoccupazione per l’Africa è quella di raggiungere la manna degli aiuti svizzeri”.

Rispettando il principio dell’autodeterminazione, Köppel ha affermato che “l’Africa andrebbe abbandonata a sé stessa, in modo che si possa aiutare da sola”

L’UDC ha sostenuto inoltre che i costi legati all’asilo andrebbero conteggiati all’interno del budget destinato all’aiuto allo sviluppo. La proposta in tal senso è stata respinta con 129 voti contro 65.

I democentristi sono stati inevitabilmente bersagliati da un fuoco incrociato di critiche: Tiana Angelina Moser (Verdi liberali), ad esempio, ha ricordato che la Svizzera fa parte dei Paesi che hanno beneficiato della globalizzazione e che quindi è imperativo contribuire all’aiuto allo sviluppo di chi non è stato così fortunato.

A fine dibattimento è stato deciso che l'aiuto allo sviluppo deve disporre per gli anni 2017-2020 di una somma di 11,11 miliardi di franchi, approvato quindi il progetto chiamato "Cooperazione internazionale 2017-2020", mentre sono state bocciate tutte le proposte di aumentarlo o diminuirlo.

Capitolo libera circolazione: il Consiglio degli Stati ha deciso di legare questo accordo all’iniziativa del 9 febbraio “Contro l’immigrazione di massa”. Il Consiglio federale è autorizzato a ratificare l’accordo di libera circolazione con la Croazia ma a una condizione, ovvero la compatibilità dello stesso sia con le richieste dell’UE, sia con la Costituzione svizzera.

Una posizione che si colloca quindi tra il sì e il no, la palla passa ora al Nazionale, che non aveva posto vincoli.

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