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Svizzera
CH Media chiude i portali regionali Today, 34 licenziamenti
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Keystone-ats
2 anni fa
I portali in questione non hanno raggiunto il fatturato necessario in un mercato online altamente competitivo, secondo l'azienda. Il giro d'affari è in calo e CH Media ritiene che in futuro i portali FM1Today, ArgoviaToday, BärnToday, PilatusToday, ZüriToday e 32Today non saranno in grado di coprire i costi.

CH Media chiude con effetto immediato i suoi sei portali regionali Today, finanziati grazie alla pubblicità. La misura comporta 34 licenziamenti. Lo ha reso noto oggi il gruppo, precisando che è previsto un piano sociale. Dure le reazioni dei sindacati, che chiedono al mondo politico di evitare l'emergere di deserti mediatici in Svizzera. I portali in questione non hanno raggiunto il fatturato necessario in un mercato online altamente competitivo, secondo l'azienda. Il giro d'affari è in calo e CH Media ritiene che in futuro i portali FM1Today, ArgoviaToday, BärnToday, PilatusToday, ZüriToday e 32Today non saranno in grado di coprire i costi.

I licenziamenti

I licenziamenti riguardano le redazioni di Today e il marketing. Dopo la consultazione con la commissione del personale è possibile che ad altri 22 dipendenti possano essere offerte soluzioni alternative all'interno di CH Media, prosegue la nota. Secondo il Ceo Michael Wanner l'azienda - che comprende testate come "Aargauer Zeitung", "Luzerner Zeitung", "St. Galler Tagblatt", watson.ch e diverse emittenti radiofoniche e televisive come TeleZüri - intende concentrare maggiormente la sua strategia digitale regionale sui marchi di giornali, TV e radio ancorati nel mercato degli utenti e della pubblicità. Il primo portale regionale, denominato FM1Today, era stato lanciato nella Svizzera orientale nel 2015. Sono poi seguite piattaforme analoghe in altre regioni del Paese. Puntavano a un pubblico giovane, interessato a notizie locali e ad argomenti di intrattenimento. La politica si ritagliava uno spazio minimo.

"Duro colpo", appello alla politica

Le reazioni a questa decisione non sono tardate. In una nota, il sindacato svizzero dei media (SSM) si dice "profondamente preoccupato" dalla decisione di CH Media. È un "duro colpo non solo per i dipendenti interessati, ma anche per la diversità dei media e per l'offerta democratica di base delle regioni". Per Marco Jeanmarie, segretario sindacale di SSM, "questa decisione priva la popolazione dell'accesso alle informazioni locali e indebolisce il ruolo critico dei media come guardiani della democrazia". Il sindacato ricorda inoltre ai Cantoni e ai Comuni che "il sostegno ai media locali è anche un investimento nella società". Per Syndicom siamo di fronte a "un'altra giornata nera per il giornalismo locale". Il sindacato si dice "scosso" e "irritato" dalla decisione di CH Media e afferma che i rappresentanti del personale sono stati consultati "nella massima segretezza". È una cosa da non fare, ricorda Syndicom, perché lo scopo della consultazione è permettere al personale di proporre alternative, cosa non possibile "in segreto". Secondo il sindacato, CH Media ha "le risorse per dedicare più tempo e sostegno finanziario ai progetti giornalistici". "Quest'ultimo chiaro taglio dimostra ancora una volta lo stato critico del giornalismo locale in Svizzera", conclude Syndicom, lanciando un chiaro appello al mondo politico. "È ora compito dei politici tenere conto di questa situazione e lavorare a soluzioni nuove e innovative per evitare l'emergere di deserti mediatici in Svizzera e per impedire che la concentrazione dei media peggiori ulteriormente".