
Tassare di più l'energia e di meno il lavoro. È quanto auspicato dal Consiglio federale che ha ieri deciso di esaminare la questione in maniera approfondita. Le imprese e le economie domestiche complessivamente non pagheranno comunque maggiori imposte. Il prodotto della riforma fiscale ecologica sarebbe infatti compensato con riduzione delle imposte e delle tasse oppure ridistribuito tra le economie domestiche e le imprese. Il governo ha pertanto incaricato il Dipartimento delle finanze (DFF), d'intesa con quello dell'energia (DATEC), di valutare i diversi scenari entro metà 2012. Secondo il governo la riforma fiscale ecologica costituirebbe un importante strumento per raggiungere gli obiettivi contenuti nella nuova strategia energetica 2050. Verrebbe infatti incentivate le riduzioni dei consumi e migliorata la garanzia dell'approvvigionamento. ATS
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