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Svizzera
CF: Svizzera-Croazia, apertura progressiva del mercato del lavoro
Redazione
10 anni fa

I cittadini croati potranno stabilirsi più facilmente in Svizzera a partire dal prossimo primo gennaio. Adottate oggi dal Consiglio federale, le modalità di introduzione progressiva della libera circolazione delle persone con Zagabria riprendono il modello già applicato con Romania e Bulgaria. La decisione fa seguito alla ratifica, venerdì scorso, del protocollo di estensione alla Croazia dell'accordo sulla libera circolazione della persone (ALC). I croati dovranno attendere dai cinque ai sette anni per disporre della libertà di movimento totale. Il documento prevede un periodo transitorio di dieci anni. Per applicare questo regime è necessario introdurre nell'ordinanza che regola la libera circolazione delle persone, disposizioni analoghe a quelle decise per Sofia e Bucarest. I contingenti previsti per i croati non vengono stipulati nel testo, ma nel protocollo. Durante il primo anno, sono previsti 54 permessi di soggiorno (di tipo B, 5 anni) e 543 permessi di breve durata (di tipo L, 1 anno). I contingenti aumenteranno fino a raggiungere un massimo di 300 permessi B e 2300 L il settimo anno. Durante questo periodo, Berna potrà applicare la priorità all'impiego dei lavoratori indigeni e il controllo delle condizioni di lavoro. Dal quinto anno, le restrizioni dovranno essere avallate dal comitato misto Svizzera-UE. Dopo sette anni, la Svizzera avrà la possibilità, per tre anni, di far capo alla clausola di salvaguardia in caso di afflusso, dimostrato cifre alla mano, di croati. La clausola potrà essere attivata se il comitato misto Svizzera-UE rifiuta di mantenere contingenti o altre restrizioni dopo cinque anni. I settori sensibili - come le costruzioni, la pulizia industriale e la sicurezza - saranno protetti da un afflusso di lavoratori indipendenti o distaccati grazie a un regime di autorizzazioni obbligatorie.

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