
Le proposte fatte al Consiglio federale concernenti il modo per risolvere le questioni istituzionali nel dossier europeo resteranno ufficialmente segrete. Per il momento, "per non ledere il processo di libera formazione dell'opinione", il governo ha rinunciato alla pubblicazione di due documenti che aveva ordinato. Il Consiglio federale dispone di una perizia legale del professor Daniel Thürer e di una presa di posizione del Tribunale federale. Secondo quanto indicato stamani dalla Cancelleria federale, per l'esecutivo, la pubblicazione di questi documenti "potrebbe ledere il processo di libera formazione dell'opinione e decisionale del governo, nonché pregiudicare le discussioni esplorative in corso con l'Unione europea (UE)". Le questioni istituzionali sono uno dei punti cruciali dei colloqui con Bruxelles. L'UE ritiene che la via bilaterale sia giunta al capolinea e auspica una ripresa automatica del suo nuovo diritto. La Svizzera non vuole tuttavia saperne di questa opzione. Il Consiglio federale desidera trovare una soluzione che permetta a Berna di disporre di un diritto di codecisione e di partecipazione sufficiente, che si applicherebbe a tutti gli accordi. Quale tipo di soluzione verrà preso in considerazione - accordo quadro, bilaterali III o altro ancora - non è determinante, aveva ripetuto mercoledì scorso il portavoce governativo Andé Simonazzi. Il vicecancelliere si era espresso al termine di una nuova discussione del Consiglio federale dedicata alla problematica europea. Ufficialmente, i ministri avevano proceduto unicamente a una discussione sui dossier in sospeso: accesso al mercato europeo, cooperazione bilaterale, aspetti istituzionali e dossier settoriali in fase di negoziato. ATS
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