
Fine delle deduzioni fiscali per aziende che finiscono in mano alla giustizia per multe o retribuzioni corruttive. Lo prevede un progetto trasmesso oggi dal Consiglio federale al parlamento, dopo una mozione del consigliere agli Stati Werner Luginbühl (PBD/BE). La collettività non deve essere chiamata a pagare per le multe inflitte dagli Stati Uniti alle banche che hanno incoraggiato l'evasione fiscale, aveva detto il parlamentare, secondo cui la sola multa di 2,5 miliardi al Credit Suisse potrebbe comportare un "buco" di 800 milioni di franchi. Si tratta quindi di rendere più chiara la legislazione, la cui interpretazione aveva portato a controversie. Attualmente soltanto le multe di carattere fiscale che non possono venir dedotte dalla dichiarazione d'imposta sono oggetto di una disposizione normativa. Per eliminare l'incertezza giuridica vigente, il Parlamento aveva incaricato il Consiglio federale di elaborare una normativa che dichiari esplicitamente l'indeducibilità di trattamento fiscale di multe, pene pecuniarie e sanzioni amministrative di natura finanziaria. L'attuale disegno di legge esclude dalla deducibilità anche le retribuzioni corruttive versate a privati e le spese connesse a reati penali. Per contro, rimangono deducibili le sanzioni che incidono sull'utile e che non perseguono uno scopo penale. Nell'ambito della procedura di consultazione sono pervenuti 56 pareri. Il risultato è in parte controverso. Inoltre è emerso che le autorità fiscali cantonali hanno affrontato questa tematica solo in singoli casi, ragione per cui in molti Cantoni non esiste una prassi consolidata. La stragrande maggioranza dei Cantoni (25), tre partiti (PBD, PPD e PS), nonché nove organizzazioni accolgono favorevolmente l'indeducibilità fiscale. La normativa proposta è invece respinta da un Cantone (LU), dai partiti PLR e UDC, nonché da 15 organizzazioni.
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