
L'accordo firmato il 20 agosto scorso a Tripoli con la Libia è sospeso. Il Consiglio federale ha preso oggi questa decisione di fronte al rifiuto delle autorità libiche di cooperare in merito alla sorte dei due cittadini elvetici tenuti in ostaggio dal regime di Gheddafi. Inoltre, la Confederazione "proseguirà fino a nuovo ordine la sua politica restrittiva in materia di visti nei confronti dei cittadini libici". Lo ha annunciato alla stampa il portavoce governativo André Simonazzi. Il vicecancelliere si è limitato a leggere una dichiarazione del Consiglio federale, rifiutandosi di aggiungere altri particolari, in particolare sui visti e sulle persone colpite. "Se pensate che vi dica quali cittadini saranno interessati, vi sbagliate di grosso", ha aggiunto Simonazzi. Anche il presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz non ha rilasciato commenti in merito all'annuncio del Consiglio federale di sospendere l'accordo tra Svizzera e Libia, firmato a Tripoli. Secondo la dichiarazione letta da Simonazzi nelle tre lingue ufficiali, "è noto che Tripoli si rifiuta di collaborare. I due cittadini svizzeri, sequestrati in violazione del diritto internazionale, sono tuttora detenuti in un luogo ignoto. Le autorità libiche negano qualsivoglia diritto di visita". Le misure prese dal Consiglio federale sono la "conseguenza" di questa situazione. "Il Consiglio federale - si legge nella dichiarazione governativa - ha pertanto deciso di sospendere l'accordo firmato a Tripoli il 20 agosto 2009". Simonazzi è stato più loquace in merito alle indiscrezioni di stampa degli ultimi giorni, concernenti l'allora viaggio di Merz a Tripoli. "Il Consiglio federale - ha dichiarato il suo portavoce - sottolinea con fermezza che il presidente della Confederazione non ha mentito, diversamente da quanto insinuato qua e là". Stando ad André Simonazzi, la vicenda ha registrato un'"evoluzione su espressa richiesta delle autorità libiche, dopo la seduta del Consiglio federale del 19 agosto". "E la cronologia dei fatti venuta alla luce attraverso indiscrezioni non fa che confermare questo dato di fatto". ATS
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