
In futuro, i servizi di informazione dovrebbero poter sorvegliare la posta, le comunicazioni telefoniche, i computer e le conversazioni di una o più persone qualora vi siano sospetti di attività terroristiche, spionaggio, commercio illegale di armi chimiche o nucleari, attacchi ad infrastrutture sensibili oppure agli interessi nazionali. È quanto prevede la nuova legge sul servizio informazioni (LSI), adottata oggi dal Consiglio federale e inviata in consultazione. Tali attività di sorveglianza devono essere approvate dal Tribunale amministrativo federale e dal responsabile del Dipartimento federale della difesa. Le misure di sorveglianza durano tre mesi e possono essere rinnovate previa richiesta alle istanze competenti. Il responsabile dei servizi di informazione può, in caso di necessità, ordinare misure di sorveglianza immediate, ma dovrà informare entro 24 ore, la autorità, superiori. Al termine dell'attività di sorveglianza, la persone o persone interessate dovranno essere informate dell'avvenuta raccolta di dati. Per evitare fughe di dati, la legge prevede anche la possibilità che i membri del servizio informazioni, o le persone esterne che lavorano per tali servizi, possano venir sorvegliate e perquisite negli spazi di lavoro di suddetti servizi. ATS
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