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Svizzera
CF: rinvio criminali stranieri, inasprito controprogetto
Redazione
17 anni fa

I criminali stranieri che scontano una pena di prigione di almeno un anno dovrebbero essere espulsi dalla Svizzera. Al termine della procedura di consultazione, il Consiglio federale ha inasprito il suo controprogetto indiretto all'iniziativa popolare dell'UDC "per l'espulsione degli stranieri che commettono reati". In un primo tempo, i servizi di Eveline Widmer-Schlumpf proponevano di revocare sistematicamente le autorizzazioni di soggiorno delle persone condannate a due anni o più di carcere. Nel messaggio trasmesso al parlamento, il governo ha tuttavia deciso di estendere il regime di rinvio. In futuro - precisa il Consiglio federale - dovranno essere presi in considerazione anche i criminali stranieri giudicati a una pena privativa della libertà di un anno. Si tratta sempre di reati estremamente gravi, in particolare contro l'integrità psichica, fisica o sessuale (tra cui l'omicidio intenzionale, l'assassinio, la violenza carnale, la rapina, la presa di ostaggi, l'incendio intenzionale, la tratta di esseri umani, il genocidio). Rispetto all'iniziativa dell'UDC, il controprogetto governativo non menziona gli abusi nel campo dell'assistenza sociale. Il Consiglio federale conferma inoltre che per tutte le decisioni di espulsione si dovrà rispettare il principio costituzionale della proporzionalità e il diritto internazionale. Il testo democentrista non contemplava tali eccezioni. Per tutti questi motivi il governo invita a respingere l'iniziativa popolare. Tuttavia, la consigliera federale ha tenuto a sottolineare come il testo "non violi il diritto internazionale pubblico cogente", ossia quello vincolante per tutti gli Stati. Il Consiglio federale ha infine ribadito che il permesso di domicilio sarà rilasciato soltanto se lo straniero è "ben integrato". Tale condizione presuppone una buona conoscenza di almeno una lingua nazionale, il rispetto dell'ordinamento giuridico e l'adesione ai valori fondamentali della Constituzione, nonché la volontà di partecipare alla vita lavorativa e formativa. Queste regole valgono pure per il coniuge straniero ammesso nell'ambito del ricongiungimento famigliare. ATS

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