
Grazie alla libera circolazione, negli ultimi dieci anni si è assistito a un forte afflusso in Svizzera di professionisti provenienti dall'UE/AELS. Lo indica un rapporto sul peso delle libere professioni per l'economia nazionale approvato oggi dal Consiglio federale. Sebbene i dati disponibili non permettano di trarre conclusioni sull'esistenza di un fenomeno di sostituzione, il rapporto indica che il tasso di disoccupazione tra chi esercita una professione liberale è inferiore alla media e che la pressione sui salari indotta dall'immigrazione è trascurabile. Tra il 2010 e il 2012, il 12,5% delle persone attive in una professione liberale - mansione in genere esercitata per conto proprio che richiede un alto livello di preparazione - proveniva dallo spazio UE/AELS. Sull'insieme degli attivi, gli stranieri immigrati erano il 7,6%. Tra il 2003 e 2012, si legge nel rapporto di una cinquantina di pagine, l'impiego nelle professioni liberali ha registrato una progressione annuale del 2,6%, una crescita nettamente superiore alla media media annuale attestatasi a +1%. La forte affluenza di medici, avvocati, notai, ingegneri, farmacisti, informatici "si spiega probabilmente grazie alla forte domanda per i servizi offerti da queste professioni", scrive in una nota odierna il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca in risposta al postulato di Ignazio Cassis (PLR/TI) che ha dato il "la" alla redazione del rapporto. Stando a un comunicato, "l'immigrazione ha contribuito a sopperire alla carenza di personale qualificato in diversi settori delle libere professioni che, oltre a non soffrire di pressioni sul reddito, fanno registrare un tasso di inoccupazione nettamente inferiore alla media". Sulla base delle informazioni disponibili, precisa la nota, risulta che "sono stati constatati pochi casi di sostituzione nelle professioni liberali, mentre le remunerazioni orarie non sembrano aver subito una pressione marcata". In genere i professionisti hanno remunerazioni orarie superiori (57 franchi l'ora secondo dati del 2012) a quelle esistenti nelle altre categorie professionali (39 franchi). Prendendo come riferimento il 2012, i redditi da queste attività ammontavano a 43 miliardi di franchi. Sul totale di tutti i redditi la quota dei professionisti rappresenta il 14% rispetto al 9,3% al totale delle persone attive.
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