
La bocciatura alle urne, domenica scorsa, della Previdenza 2020 ha avuto paradossalmente un effetto positivo sul preventivo 2018 della Confederazione che verrà sgravato di circa 440 milioni di franchi, parte dei quali serviranno a ridurre il debito pubblico. Nonostante la buona novella, indica una nota odierna del Dipartimento federale delle finanze, il Consiglio federale intende mantenere le misure di risparmio decise e prevede di aumentare soltanto i finanziamenti destinati al Fondo per l'infrastruttura ferroviaria. Nel preventivo per l'anno prossimo gli sgravi ammontano a 442 milioni (-0,6 % delle uscite). Di conseguenza, "l'eccedenza strutturale aumenta a ben 540 milioni, tenuto conto del credito aggiuntivo chiesto per attenuare la riduzione del tasso d'interesse tecnico presso PUBLICA". L'esecutivo vuole impiegare questa maggiore eccedenza: per questo chiederà al Parlamento di rinunciare alla prevista riduzione del finanziamento al Fondo per l'infrastruttura ferroviaria e di versare invece l'importo massimo ammesso (+295 milioni). I rimanenti 245 milioni dovranno invece essere impiegati per ridurre il debito: per i prossimi anni sono infatti previste grandi riforme che peseranno sul bilancio della Confederazione come il Progetto fiscale 2017, una nuova riforma della previdenza per la vecchiaia e l'eliminazione della penalizzazione fiscale dei coniugi. Il preventivo 2018 della Confederazione, presentato nel giugno scorso dal Consiglio federale, prevedeva una chiusura in pareggio con 71,9 miliardi di franchi (+5,1%) di entrate e uscite pure per 71,9 miliardi (+4,7%). Il governo aveva spiegato quest'ultimo aumento con gli oneri supplementari - ormai decaduti - dovuti alla riforma della previdenza per la vecchiaia, al Fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato (FOSTRA), all'esercito e alle uscite nel settore dell'asilo.
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